È la storia di tre generazioni di donne rom e non che riflettono l’evoluzione verso il futuro di usi, costumi, tradizioni e ruoli dell’universo femminile.
È un giorno di festa nella Comunità Rom, si festeggia Santa Sarah Kali, protettrice del popolo Rom, ma è una festa particolare e all’interno della piccola comunità (rappresentata in scena da cinque attori, tre donne e due uomini) sono intenti a vestire la statua della Santa. La Santa è al centro di dialoghi e discussioni e diviene il punto di partenza delle singole storie dei personaggi, espresse attraverso la narrazione e il canto.
Un giovane racconta l’incontro e la storia d’amore del padre e della madre, la madre racconta la storia della ragazza rom che vendeva fiori in piazza, la donna anziana canta e dedica una ninna nanna alla Santa, rievoca memorie del passato e prega per la nipote. La giovane fa discorsi ribelli che mettono in discussione Ruoli e Identità all’interno della Comunità Rom. Rivendicazioni di un’identità individuale, libera, indipendente.
Di racconto in racconto, tra comico e tragico, tra sacro e profano, il mito della Santa si trasforma per diventare specchio dei sogni e delle aspettative delle tre donne attorno al ruolo femminile. Il sacro diventa simbolo e consapevolezza di liberazione da modelli e schemi sociali. Terminata la vestizione, sarà una figura della Santa completamente trasformata a essere portata in processione, passando per il pubblico, invitandolo a partecipare al finale, in un rito celebrativo e propiziatorio che è una preghiera di libertà:
“Non l’osservanza, non l’obbedienza, ma la mia sete di conoscenza”
Il programma potrebbe subire variazioni