
KAMIKAZE. SPERO VADA MEGLIO DELL’ULTIMA VOLTA
Spettacolo di e con Giulio Santolini
Nell'ambito di Teatri in Comune 2025-2026
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Spettacolo di e con Giulio Santolini
Nell'ambito di Teatri in Comune 2025-2026
di Giulio Santolini
con Giulio Santolini e Daniele Boccardi
dramaturg Lorenza Guerrini
sound & light designer live Daniele Boccardi
produzione La Corte Ospitale
con il sostegno di MiC, Regione Emilia-Romagna
residenze artistiche Attodue
si ringrazia CollettivO CineticO, Simone Arganini, Stefano Tumicelli, Fabio Novembrini
Fin dalla sua nascita il teatro ha avuto bisogno di almeno due elementi per esistere: l’attore e lo spettatore. Se inizialmente il confine tra i due ruoli era sfumato, un mondo in cui i rituali collettivi sfociavano nelle rappresentazioni, in cui la città si riuniva e tutti contribuivano alla fruizione del mito, con il passare degli anni e dei secoli la distanza si è fatta sempre più netta. Le abilità richieste per eseguire una partitura sono diventate sempre più complesse, è stata necessaria una separazione e il pubblico ha iniziato ad esigere qualcosa. Più la società si raffinava e più gli spettatori si abituavano a sedere e a ricevere più silenziosamente ciò che il performer aveva da offrire. Se al tempo dei Duchi di Mantova un attore non gradito poteva rischiare la morte, se durante le prime recite di Moliere il pubblico poteva liberamente abbandonarsi a un piacevole amplesso per scacciare gli sbadigli o persino innescare una rivoluzione, oggi il teatro e gli spettatori si sono fatti più educati, rispettosi, forse meno pericolosi. Cosa è cambiato? Qual è il rapporto che lega una performance alla sua platea? Cosa succederebbe oggi se il pubblico avesse l’opportunità di esprimere un giudizio nell’immediato, di condannare e punire un attore che non soddisfa il suo gusto?
In KAMIKAZE – spero vada meglio dell’ultima volta – il patto è sancito fin dall’inizio con un prologo che romperà fin da subito ogni barriera, fornendo un manuale di istruzioni per accedere al dispositivo. Seguono una serie di round in cui Giulio Santolini, insieme all’aiuto del tecnico in scena con lui, sfidano il gusto, la morale e la noia creando brevi performance giudicate e valutate immediatamente dalla platea. Gli spettatori sono chiamati a seguire l’istinto e dare la loro sentenza. Al termine di ogni performance c’è una votazione: se la maggioranza degli spettatori è soddisfatta, al performer viene dato un premio, se è delusa, una punizione. Finita l’esecuzione, si passa a un nuovo round, una nuova creazione, una nuova sentenza, un nuovo premio/punizione e così via. Quanto è importante la costruzione di un’esperienza orientata al compiacimento del pubblico? Qual è il confine fra cultura e intrattenimento? Cosa ci racconta della nostra società? La pratica dell’arte può opporsi alle rappresentazioni manipolative e offrire un modello di libertà: un modello non governato da pretese di correttezza, in cui sospendere l’incredulità decostruendo gli stereotipi, facendo esperienza di ribaltamento e anarchia. KAMIKAZE – spero vada meglio dell’ultima volta – è uno spettacolo che vuole fare comunità abitando senza sovrastrutture una piccola Agorà dove poter dare valore all’esperienza dello sguardo e del giudizio. Un dispositivo ludico e spietato. Un manuale di istruzioni per praticare il disordine e innescare un ribaltamento di ruoli. Una riflessione sul rapporto tra cultura e intrattenimento, tra compiacimento e prodotto artistico. Un gioco alla ricerca della bellezza nell’errore. Cosa significa davvero “fallimento”? Ciò che per qualcuno è sbagliato, per qualcun altro può essere affascinante, sorprendente, persino meraviglioso. Qual è il significato della parola successo? Chi stabilisce cosa è bello, cosa è arte e cosa, invece, è solo spazzatura? Possiamo cambiare punto di vista? Possiamo smettere, anche solo per un momento, di preoccuparci di cosa penseranno gli altri?
Il programma potrebbe subire variazioni
28 marzo ore 20.30
29 marzo ore 17
Domenica 29 marzo, al termine della replica media l’incontro con la compagnia Andrea Pocosgnich, nell’ambito del progetto Staffetta critica
Teatro Biblioteca Quarticciolo
28 marzo ore 20.30
29 marzo ore 17
Domenica 29 marzo, al termine della replica media l’incontro con la compagnia Andrea Pocosgnich, nell’ambito del progetto Staffetta critica
Teatro Biblioteca Quarticciolo

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