di Andrea Camilleri
a cura di Lisa Ferlazzo Natoli
musiche di Gabriele Coen e Alessandro Gwis
voce Lisa Ferlazzo Natoli
clarinetti sax soprano Gabriele Coen
pianoforte live electronics Alessandro Gwis
una produzione Una Striscia di Terra Feconda – lacasadargilla
La forma dell’acqua è il primo romanzo in cui appare il commissario Montalbano. È il 1994.
Ne La forma dell’acqua c’è anche il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica, un omicidio eccellente seguito da un altro, secondo il decorso cui hanno abituato le cronache della criminalità organizzata. L’omicidio ha la forma dell’acqua. Prende la forma del recipiente che lo contiene. E la morte dell’ingegnere Luparello si spande tra gli alambicchi ritorti e i vasi inopinatamente comunicanti del comitato affaristico politico-mafioso che domina la cittadina di Vigàta. Questa è la sua forma. Ma la sua sostanza – il colpevole, il movente, le circostanze dell’assassinio – è più antica, più resistente e più appassionante, a misura di un perfetto racconto poliziesco. Camilleri, manovra il romanzo giallo con felice inventiva, ironia e intelligenza di scrittura, dove l’alto e il basso che si confondono e fanno le capriole. Vivide, malinconiche e implacabili, le storie che ci racconta parlano di corruzione, di connivenze, di ingiustizie e di povere anime. Favole tinte di un nero inquietante.
La drammaturgia sonora de La forma dell’acqua si è costruita come un omaggio a un folklore immaginario della musica mediterranea, rifacendosi a composizioni originali e brani tradizionali rielaborati in un ambiente contemporaneo. I suoni materici del legno – pianoforte, clarinetto, clarinetto basso – e dell’ottone – sassofono – dialogano così con i paesaggi sonori elettronici, creando un contrappunto narrativo al testo stesso e all’andamento della voce, sincopato e imprevedibile come la trama, o sonnolento e quasi ipnotico come i lembi liquidi di un sogno.
Il programma potrebbe subire variazioni