Stadio Palatino

ore 21.00
accesso ore 20.30

CONTROVENTO. STORIE DI RESISTENZA

Presenta la serata Pegah Moshir Pour
Interventi musicali di Gabriele Coen e Ziad Trabelsi
Breve omaggio a Marjane Satrapi

Widad Tamimi
legge un suo testo inedito

Iaia Forte
legge un testo inedito di Ahmet Altan

Ahmet Altan
intervistato da Lorenza Pieri

Pietro Sermonti
legge Lettera aperta di uno scrittore alla giunta militare da Operazione massacro di Rodolfo Walsh

Maria Chiara Giannetta
legge un testo inedito di Samar Yazbek

Samar Yazbek
intervistata da Fabio Tonacci

Zerocalcare
legge un suo testo inedito

Yaryna Grusha
legge un suo testo inedito

Vera Politkovskaja
legge un suo testo inedito

Gabriele Coen e Ziad Trabelsi Nati, rispettivamente, a Roma, nel 1970, e a Tunisi, nel 1976, sono esponenti di punta della cultura musicale ebraica e araba nel nostro paese. Trabelsi, oud e voce, e Coen, sax soprano e clarinetti, intessono un fitto dialogo musicale che rivela le comuni radici di questi due popoli del Mediterraneo, attingendo alla musica tradizionale ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica, alla world music, al blues e al rock.

Widad Tamimi Nata a Milano, nel 1981, è giornalista e scrittrice. Figlia di un profugo palestinese fuggito dall’occupazione israeliana del 1967 e di una donna di origini ebree, è cresciuta a Milano, ha studiato Diritto internazionale a Londra e ha lavorato nei campi profughi. Ha fondato l’associazione IOIEN, dedicata alla creazione di borse di studio per giovani in fuga da aree di guerra, e collabora con diverse testate in Italia e all’estero. È autrice di Il caffè delle donne (Mondadori, 2012) e Le rose del vento. Storia di destini incrociati (Mondadori, 2016) e Dal fiume al mare. Storia della mia famiglia divisa tra due popoli (Feltrinelli, 2026).

Ahmet Altan Nato ad Ankara, nel 1950, è uno tra i più noti giornalisti e scrittori turchi contemporanei. È stato a lungo detenuto nel suo paese per reati di opinione. Condannato all’ergastolo per la sua attività di oppositore e critico del potere, il 14 aprile 2021 è stato liberato grazie al vasto movimento di solidarietà sviluppatosi nei suoi confronti in Turchia e in Europa. Con le Edizioni E/O ha pubblicato i romanzi Scrittore e assassino, Signora Vita, I dadi, il Quartetto ottomano composto da Come la ferita di una spada, Amore nei giorni della rivolta, La lettera e il pianoforte e Ti cerco, amata, oltre alla raccolta delle sue memorie difensive dal titolo Tre manifesti per la libertà. Nel 2021 ha ricevuto il più importante riconoscimento letterario francese per la narrativa straniera, il Prix Femina étranger, dopo aver vinto il Prix Transfuge per il miglior romanzo europeo.

Samar Yazbek Nata in Siria, nel 1970, è una delle intellettuali più impegnate ed esposte nella lotta contro il regime siriano. Dopo aver subito minacce, intimidazioni e torture psicologiche è stata costretta a fuggire dal suo paese. Nel luglio del 2011 è arrivata in Francia con la figlia, e vive a Parigi. In Italia, per Sellerio, ha pubblicato: il reportage autobiografico Passaggi in Siria (2017), straordinaria testimonianza del conflitto siriano, secondo The Observer «uno dei primi classici politici del XXI secolo», e vincitore del PEN Pinter Award in Inghilterra; Diciannove donne (2019), dedicato alle protagoniste silenti della rivoluzione siriana; il suo ultimo libro è La vostra presenza è un pericolo per le vostre vite – Voci da Gaza (2025), una raccolta di 27 racconti i cui protagonisti rispondo a una sola domanda, singolare e toccante: Cosa stavi facendo il 7 ottobre 2023?

Zerocalcare pseudonimo di Michele Rech. Nato ad Arezzo, nel 1983, dopo aver vissuto in Francia, si trasferisce a Rebibbia (Roma), quartiere cui è molto legato. Da sempre molto attivo nel mondo dei centri sociali, nel 2011 realizza il suo primo libro a fumetti, La profezia dell’armadillo, che nel 2012 viene ristampato in un’edizione a colori dalla casa editrice milanese BAO Publishing. Tra le sue graphic novel, tutte edite da Bao Publishing, ci sono: Dimentica il mio nome, proposto al Premio Strega 2015, Kobane Calling, reportage in cui ha raccontato la propria esperienza sul confine turco-siriano in supporto al popolo curdo. Il suo ultimo libro Nel nido dei serpenti (in collaborazione con Momo edizioni) raccoglie le storie di Zerocalcare sul processo ungherese che vede tra gli imputati Ilaria Salis, e una lunga storia inedita sulla vicenda giudiziaria di Maja T., nell’ambito dello stesso processo. Per Netflix ha realizzato le serie animate di successo Strappare lungo i bordi, Questo mondo non mi renderà cattivo e la sua più recente che chiude la trilogia Due spicci.

Yaryna Grusha Nata a Yampil, in Ucraina, nel 1986, a partire dal 1995 ha frequentato l’Italia con regolarità grazie al progetto “Bambini di Chernobyl”, ospite di una famiglia trentina. Nel 2008 si è laureata in Italianistica, e dopo l’università si è affermata nel settore culturale ucraino, tra cinema, televisione e letteratura. Dal 2015 vive a Milano. Lì, dal 2018, è titolare del corso di Lingua e Letteratura ucraina presso l’Università Statale. Ha curato le traduzioni in italiano di testi classici e contemporanei ucraini, tra cui Dimensione Kyiv (Rizzoli 2023) e Il canto della foresta di Lesja Ukrajinka (Mondadori 2024). Con un gruppo di amici ha curato il diario interrotto di Victoria Amelina, la scrittrice ucraina uccisa nella strage di civili a Kramatorsk nel giugno del 2023, pubblicato in sei paesi (in Italia, da Guanda) e tradotto in diciassette lingue. È membro dell’AISU, l’Associazione Italiana di Studi Ucraini, e del direttivo del PEN Ukraine. Per Bompiani ha pubblicato L’album blu, il suo romanzo d’esordio (2026).

Vera Politkovskaja Nata a Mosca, nel 1980, giornalista e autrice televisiva, aveva ventisei anni quando sua madre, Anna Politkovskaja, è stata uccisa. Era il 7 ottobre del 2006. Ha vissuto a Mosca fino all’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina, poi è fuggita in una località sicura con la famiglia.