Comprendere il valore reale dei materiali di recupero e attribuire loro nuovi significati culturali, estetici e progettuali rappresenta una delle principali sfide contemporanee nel campo delle arti, del design e della costruzione.
Il laboratorio Estetica del Riuso esplora la dimensione visiva e culturale del riuso attraverso il confronto con collettivi, progettisti, artisti e ricercatori che reinterpretano materiali di scarto e risorse naturali mediante linguaggi contemporanei. A partire da esperienze e pratiche già diffuse in molte città europee, il laboratorio riflette sulle condizioni necessarie per rendere il riuso non soltanto una scelta sostenibile, ma anche desiderabile, capace di superare pregiudizi estetici e generare nuove forme di valore.
Pensato come momento conclusivo del percorso sviluppato nel corso del biennio, il laboratorio intende raccogliere, discutere e mettere a sistema le conoscenze, le esperienze e le riflessioni emerse durante i due anni di progetto. Allo stesso tempo, l’iniziativa si apre a una comunità più ampia di professionisti, istituzioni, studenti, operatori culturali e cittadini interessati ai temi affrontati, trasformando l’evento finale in un’occasione di confronto pubblico e di costruzione collettiva di visioni future. Il programma si sviluppa nell’arco di due giornate intensive e combina momenti di discussione aperta, scambio di esperienze ed esercitazioni collaborative. L’obiettivo non è soltanto condividere i risultati raggiunti, ma anche elaborare strumenti concreti che possano contribuire alla diffusione di una cultura del riuso nel settore delle arti e della costruzione.
Tra i risultati attesi vi sono la definizione di una serie di principi guida, l’individuazione delle principali barriere culturali ed estetiche ancora esistenti e la formulazione di raccomandazioni operative rivolte a progettisti, istituzioni e comunità locali. La struttura del laboratorio prevede due sessioni mattutine dalle 11 alle 13.30, organizzate come tavole rotonde e momenti di brainstorming aperto tra invitati locali e internazionali, esperti, ricercatori e partecipanti.
Ogni sessione è dedicata a una serie di temi chiave emersi nel corso del progetto (inventario, logistica, processi, estetica del riuso), con l’obiettivo di raccogliere prospettive differenti e identificare questioni prioritarie per il futuro.
Le sessioni pomeridiane sono invece dedicate ad attività pratiche di lavoro collettivo. Attraverso gruppi tematici, i partecipanti saranno invitati a sintetizzare le riflessioni emerse durante le discussioni mattutine e a tradurle in output concreti. Tra gli esercizi proposti: mappatura delle principali opportunità e ostacoli alla diffusione del riuso nei diversi contesti professionali; definizione di un lessico condiviso sull’estetica del riuso; elaborazione di scenari e visioni per il futuro dei materiali di seconda mano; redazione collettiva di un manifesto o di un set di linee guida operative.
Con: Vacuum Atelier, La Rivoluzione delle Seppie, Maxence Grangeout, Orizzontale, VIC – Vivero de Iniciativas Ciudadanas, Miguel Jaenicke Fontao (Architetto), Esau Acosta (Atchitetto) URRU (collettivo di architetti), Gianpiero Venturini (Direttore scientifico del progetto); Due invitati verranno selezionati attraverso una call pubblica, e andranno a completare il programma. La call verrà lanciata durante il mese di agosto.
La manifestazione è raggiungibile con i seguenti mezzi:
Ex Mattatoio
Bus: 170, 280, 719, 775, 781, Treno:FL1,FL3,FL5,R,R., Metro B
Estetica del Riuso, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Il programma potrebbe subire variazioni