L’opera trasforma il gruppo di percussionisti in un vero organismo sonoro collettivo, esplorando texture complesse e dinamiche ipnotiche. Gordon utilizza strumenti non convenzionali, tra cui metalli industriali, gong e persino tamburi di freni di automobile, creando timbri ricchi e sorprendenti. Field of Vision è pensata come un’esperienza spaziale e tridimensionale del suono, dove la musica si muove nello spazio e coinvolge ascoltatori ed esecutori in una percezione quasi meditativa. L’opera fa parte di una serie di lavori in cui Gordon esplora la distribuzione spaziale degli strumenti, generando un’architettura sonora in continua evoluzione. Per questo concerto, i Blow Up lanciano una call internazionale per selezionare percussionisti da tutta Europa, dando vita a una collaborazione unica su scala continentale. Il progetto unisce tecnica, sperimentazione e scambio artistico, rendendo la prima esecuzione italiana di Field of Vision un evento di riferimento per la musica contemporanea.