Segna profondamente il clubbing capitolino e contribuisce, da Roma, al processo di aggiornamento della club culture italiana, introducendo alcuni dei linguaggi e delle pratiche più avanzate della contemporaneità. Costruita insieme allo stesso Lai, la serata prende forma come aggiornamento di un’eredità culturale ancora viva, configurandosi come un format multidisciplinare in cui clubbing, ricerca sonora e arti visive disegnano un’esperienza collettiva. Accanto alla musica, talk, esposizioni e live audiovisivi costruiscono una narrazione capace di legare corpo, suono, cultura, scoperta e comunità. Partecipano a questo percorso Four To the Dirt, mostra fotografica di Mirko Ostuni dedicata alle culture festive del Sud Italia e ai free party contemporanei; il talk Sound, Community, Territory con Toby Heys (MIT Press), Mirko Ostuni, Andrea Lai ed Emiliano Colasanti (42 Records); il live audiovisivo Fragmenta di Alessandro Roberti (Studio Cliché) e Carmine Iuvone; e una line-up musicale composta da Bluemarina, dj siciliana che intreccia elettronica contemporanea, bass music e campioni vocali; VSC di Reveries, collettivo romano che lavora su un’idea di clubbing di ricerca incentrata sulle basse frequenze; Future Nomadz, progetto nato dall’incontro tra Frenetik & Orang3 e Loose Horses / Gemitaiz; e DNN di LOBO, serata-collettivo milanese dedicata alla bass music e alla soundsystem culture. AGATHA così rimette in circolo nel presente la propria identità storica, restituendo alla notte la sua forza culturale e alla festa la sua funzione di spazio di relazione, ascolto e produzione di senso.