regia Pino Di Buduo
compositore musicale e interprete Tasos Fotiou
assistente alla regia Giulia Germani
con Nathalie Mentha, Filippo Salvini, Zsofia Gulyas, Irene Rossi
videoproiezioni multimediali Irene Ciccarelli, Jacopo Bianchi, Giulia Germani, Chiara Pagliaroli
allestimenti Ivano Fioravanti, Lorenzo Paolucci, Gustavo Riondet
Performance dedicata al genio di Gian Lorenzo Bernini, l’opera esplora la straordinaria teatralità dell’architettura barocca e la sua capacità di trasformare lo spazio in un’esperienza emotiva.
La performance trae ispirazione dai progetti monumentali di Bernini per la Basilica di San Pietro: il Colonnato, l’Obelisco, l’Altare della Confessione e la Cattedra di San Pietro. Questi elementi diventano le tappe di un viaggio simbolico, reinterpretato attraverso il teatro contemporaneo, proiezioni monumentali, suoni e luci. L’architettura non funge da semplice sfondo: diventa protagonista e macchina scenica vivente.
L’opera si articola in quattro momenti interconnessi – L’Abbraccio, La Macchina, Il Viaggio, La Gloria – seguendo un percorso che va dall’esperienza fisica dello spazio verso un culmine di luce e visione. L’abbraccio del Colonnato berniniano si trasforma in un’immagine universale di accoglienza; il movimento, la prospettiva e la moltiplicazione dei punti di vista evocano i meccanismi del Barocco; luce e suono conducono progressivamente il pubblico verso uno stato di meraviglia.
Al centro della performance vi è la figura stessa di Bernini: un artista sospeso tra ambizione personale, libertà creativa, fede e le immense richieste del potere papale. La sua audacia creativa solleva un interrogativo contemporaneo: quanto coraggio serve a un artista per trasformare una visione interiore in una forma capace di sopravvivere ai secoli? Gli attori danno voce e corpo al mondo di Bernini, mentre proiezioni digitali su larga scala ricostruiscono e reinventano la materia barocca: marmo, bronzo, nuvole, luce, movimento e forme architettoniche.
Le videoproiezioni sono strumenti drammaturgici che permettono all’architettura di mutare sotto gli occhi del pubblico, rivelando la sua dimensione teatrale nascosta.
Il sassofono dal vivo, l’elaborazione elettronica e la spazializzazione sonora a cura di
Tasos Fotiou creano un’architettura musicale immersiva, in costante dialogo con le
immagini proiettate e gli interpreti.
Il programma potrebbe subire variazioni