Io sono verticale

Io sono verticale

Spettacolo di e con Francesca Astrei

14.11.2026 ORE 19:00 Teatro del Lido
Via delle Sirene, 22
Municipio X

Nell'ambito di Teatri in Comune 2026-2027


Teatro Pallaksch
di e con Francesca Astrei
produzione Pallaksch

Attraverso la figura di Lazzaro, Io sono verticale racconta con delicatezza, ironia e profondità l’esperienza della depressione e la fatica di “tornare alla vita”. Uno spettacolo sul dolore che isola, sul legame con chi resta fuori e sulla fragile possibilità di rialzarsi.

Il dolore profondo può diventare un rifugio, una casa silenziosa in cui ci si chiude per proteggersi dal mondo esterno, troppo faticoso da affrontare. Ma questo isolamento, seppur reale e tangibile, genera altra sofferenza, anche in chi sta vicino. Passando da spunti di profonda riflessione a momenti divertenti e ironici, lo spettacolo affronta il tema della depressione ed esplora il dialogo difficile tra chi è immerso nel dolore e chi, fuori, cerca di entrare in contatto: due mondi che si sfiorano, spesso senza toccarsi, ma che desiderano capirsi.
Un monologo che prende in prestito il suo titolo da un verso di Sylvia Plath e che racconta l’impresa estenuante di trovare le parole per comunicare al mondo esterno la propria sofferenza quando si è nel pieno di una crisi depressiva.

In una crisi depressiva, trovare le parole per comunicare al mondo esterno la propria sofferenza è un’impresa estenuante: il dolore induce alla chiusura in se stessi rendendo l’apertura sempre più faticosa, al punto da sentirsi non più imprigionati nella propria sofferenza, ma quasi al sicuro in essa. Il dolore diventa casa mentre il mondo fuori diventa qualcosa di troppo pesante, qualcosa di ancora più doloroso del dolore stesso.
Le persone vicine a chi “abita il dolore” come vivono questa sua condizione? L’avere una persona amata “chiusa nel proprio soffrire” genera a propria volta dolore: come far comunicare il mondo fuori con il mondo dentro, limitando la sofferenza per entrambe le parti? Ogni crisi depressiva è un piccolo morire. A un certo punto, per ragioni non sempre comprensibili, la crisi si affievolisce e si ritorna alla “vita normale”, consapevoli che un nuovo tormento potrebbe sopraggiungere. Non c’è una soluzione. Con il tempo semplicemente si impara a riconoscerne alcuni segnali, a capire cosa può essere di sostegno nel tentativo di alleviarne i sintomi, e ci si abitua ad accogliere il proprio vuoto. Ogni percorso è diverso e imprevedibile. Difficilmente si guarisce del tutto.

Il programma potrebbe subire variazioni

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Ingresso

Biglietti

A cura di

Teatro del Lido di Ostia