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appuntamenti del 10 novembre
Installazione e performance
10.11.2026 ORE 15:00
Largo Venue
Via Biordo Michelotti 2 Municipio V
Via Biordo Michelotti 2 Municipio V
Nell'ambito di MNEMOSYNE - Atlante del divenire
Home MNEMOSYNE - Atlante del divenire appuntamenti del 10 novembre

Installazione e performance
Nell'ambito di MNEMOSYNE - Atlante del divenire
Indagine sullo stato dei corpi
dalle 15:00 alle 23:00
Pensato come un’installazione immersiva, dedicata al singolo corpo, attraversabile sia dalle persone che hanno partecipato ai tre giorni di lavoro, sia da chi non lo ha fatto. Uno spazio immersivo a cavallo tra profondità acquatiche e iperspazio, uno spazio intimo e accogliente, un luogo in cui mettersi comodi e sentirsi a proprio agio, in cui il singolo corpo potrà prendersi un tempo di contemplazione e di ascolto. Un luogo in cui l’esperienza collettiva delle pratiche si addensa in un’esperienza per un singolo corpo. I materiali emersi dalle pratiche andranno a nutrire l’installazione, che sarà di volta in volta diversa, pur mantenendo la stessa struttura. Le parole che abiteranno questo spazio saranno quindi di volta in volta diverse, in base al luogo e al tempo in cui è avvenuta l’esperienza delle pratiche e in base alle domande che emergeranno dai corpi stessi. Come all’interno di un planetario, le immagini dei corpi che si trasformano, anche quelle diverse di volta in volta, andranno a costituire costellazioni da osservare e contemplare durante l’ascolto.
Con Anna Basti
Non era previsto che noi sopravvivessimo
ore 16:00 – 17:00 – 18:00
Uno spazio circoscritto. Una vetrina che isola ma allo stesso tempo rende visibile. La trasparenza del vetro si fa simbolo di uno sguardo dominante, che nel tempo ha trasformato i corpi delle donne in oggetti di controllo, campi di conquista, spazi da sorvegliare e disciplinare. Il vetro si sporca lentamente. Mucosa e sangue si depositano, ne alterano la superficie. La materia organica diventa traccia e testimonianza di una storia fatta di corpi smembrati, desideri soffocati, erotismi giudicati. È ciò che resta quando la libertà viene negata, quando abitare certi corpi significa ancora esporsi al rischio. La visione si incrina. Lo sguardo, abituato a mettere a fuoco per misurare, ordinare, possedere, fatica a orientarsi. È costretto a cedere il suo privilegio di chiarezza, a confrontarsi con un vedere parziale, sfalsato, non più centralizzato.
Ideazione e regia: Valentina Sansone Performer: Erika Ciccone – Con il sostegno di: ArtQ13 – Fotografie: Futura Tittaferrante
Tiger’s nap
ore 16:20 – 17:20 – 18:20
Tiger’s nap è un’installazione in cui il pubblico è invitato a un “public nap”, cioè un pisolino collettivo. Il pisolino avviene sopra una grande pelliccia e i/le partecipanti vengono invitati/e a indossare delle sleeping mask con le fattezze di una tigre. L’installazione è una sessione di ascolto e di immersione in un mondo sonoro e in un racconto, mentre gli spettatori diventano a loro volta protagonisti di una performance involontaria, diventando una visione: un branco di felini-umanoidi che riposano insieme, dando vita a un’espressività peculiare: un corpo che si riposa e che si abbandona in relazione alla maschera felina che sembra vedere.
Ideazione e regia Edoardo Mozzanega Suono Flavia Passigli Installazione Chiara Prodi
Stiamo lavorando per voi
ore 19:00
L’idea è` quella di simulare un cantiere urbano che esiste solo per essere cantiere. Un luogo in cui il lavoro è` la creazione del luogo di lavoro e non il lavoro per il quale dovrebbe esistere quel luogo: una Macchina Celibe che si autoalimenta e che esiste solo per l’avanzamento e il sostenimento della stessa. Cartelli Stradali, strisce arancioni, operai che mangiano panini, vecchi che guardano il cantiere e il cantiere che respira e si modifica nel tempo e nello spazio, si allarga, si sposta e sposta limiti e confini che profilano la sua presenza (coreografia di un luogo) e quando raggiunge la sua forma completa… sparisce. Cantieri, impalcature, gru mastodontiche, tubi innocenti, container e cisterne di colore pastello, fanno ormai parte di un panorama urbano ordinario. Queste sculture funzionali vengono dispercepite, o altrimenti, non accettate come parte integrante del complesso architettonico in cui abitiamo, anzi, vengono spesso considerate ingombro e ostacolo alla visione, privazione di un qualcosa che in realtà ci appartiene. I Cantieri sono Luoghi inaccessibili all’interno dei quali tutto è` segreto, una dimensione spazio-tempo omessa, un frammento di vita, di un quartiere e di chi lo abita, che resta nascosto e sconosciuto. Simulare un cantiere significa occupare una porzione di spazio pubblico attraverso un’estetica conosciuta e a norma di legge, significa poter abitare quel frammento, poter vivere quella dimensione spazio-tempo, svuotando un cantiere del suo significato, liberandolo dalla sua funzione per renderlo Manifesto di cambiamento e stravolgimento del paesaggio e dell’ordinario.
Concept by Claudio Larena In collaboration with Marghèrita Kay Budillon Thanks to the production of Mare Culturale Urbano and the support of the Piccolo Teatro di Milano Research in public space has also had the opportunity to develop thanks to the contribution of: Sofia Naglieri: Performer; artistic consultancy Luca della Corte; Giovanni Onorato; Marta Magini; Lucia Fontanelli: performer Anouk Chambaz: Video Lorenzo Minozzi: Search for sound
Breathing Room
ore 20:00
Cosa muove il respiro tra le cose: quel tra-spirare, quello spiraglio tra il prendere e il dare, tra il rubare pezzi di mondo e rilasciare fiato al mondo in pezzi? Con Breathing room Salvo Lombardo si appoggia al respiro, avvicinandolo come atto poetico per l’invenzione di uno spazio ideale e dilatato in cui “riprendere fiato”. Pensato come un ambiente in perenne edificazione, Breathing room trae ispirazione da Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani ed è informato da una serie di tracce che Salvo Lombardo ha ricevuto nel tempo come dono da parte di diverse persone, colleghe e amiche, che hanno contribuito ad allenare il respiro come sostanza significante e come campo aperto di significati. Ogni apertura di questo “respiratorio” è attivata dall’invito ad unə artista proveniente dall’ambito della danza e della performance ad abitare questo perimetro relazionale, assieme al pubblico presente, tramite l’attivazione di una performance determinata in tempo reale, senza prove, né anteprime, né repliche. L’invito si sostanzia come atto di complicità, come espressione radicale di un essere-adesso e come occasione per mettere in discussione, respirando, i principi di autorità e di potere individuale che sottendono il sistema produttivo dell’arte: un invito da cui farsi portare, un’attitudine all’ascolto, un esercizio alla vulnerabilità e relazionalità che possa suggerire un atto di cura reciproco. Breathing room si inserisce nel solco della riflessione sulla cura portata avanti con la Lavanderia a Vapore di Collegno.
Ideazione, testi, voce e ambiente: Salvo Lombardo – drammaturgia ispirata a Il silenzio è cosa viva di Chandra Livia Candiani – parole in forma di dono: Fabio Acca, Michele Di Stefano, Carlo Lei, Cristina Kristal Rizzo, Alessandro Sciarroni, Alessandro Tollari – featuring passati: Annamaria Ajmone, Chiara Ameglio, Sissj Bassani, Chiara Bersani, Antonella Bertoni, Philippe Barbut, Silvia Calderoni, Giulia Cannas, Luna Cenere, Marta Ciappina, Alessandra Cristiani, Marco D’Agostin, Lucrezia Gabrieli, Nicola Galli, Elena Giannotti, Vincent Giampino, Silvia Gribaudi, Matteo Marchesi, Daniele Ninarello, Francesca Pennini, Cristina Kristal Rizzo, Irene Russolillo, Alessandro Sciarroni, Valerie Tameu, Stefania Tansini – sound design: Fabrizio Alviti – citazioni musicali da Ira di Iosonouncane – sguardo curatoriale Chiara Organtini
Trespass_ processing an emerging choreography
ore 21:30
Trespass_processing an emerging choreography desidera aprire uno spazio e un tempo alla contemplazione. Si inserisce nella ricerca tra il visibile e l’invisibile per indagare la moltiplicazione dello sguardo e l’emergere di un corpo, attraverso l’assorbimento e la restituzione. Due performer abitano lo spazio, osservando l’ambiente circostante con l’obiettivo di restituirne un’interpretazione, generata dall’incontro tra l’io e il contesto. Non c’è divisione tra pubblico e performer. L’osservatore può attraversare e modificare lo spazio spostando il proprio punto di vista. Chi partecipa è parte integrante del processo di creazione, appunta, si sposta, si ferma. La struttura dell’opera ne permette la continua scrittura, presentando ad ogni riproduzione una nuova emersione, come conseguenza di un luogo abitato peculiare.
Concept : Marta Olivieri Coreografie emergenti: Vera Borghini e Loredana Canditone Suoni Originali: Marta Olivieri Progetto Sonoro : Filippo Lilli Styling: Adelina Giulia Con il sostegno produttivo di Chiasma, e con la collaborazione di: Teatro India |Teatri di Roma , Carrozzerie n.o.t., Viagrandestudios, R o b i d a , Ateller delle Arti, ERT |Emilia Romagna Teatro Fondazione, Vera Stasi.
Wannabe
ore 22:00
Wannabe è la prima collaborazione tra la danzatrice Fabritia D’Intino ed il musicista Federico Scettri. L’incontro tra i due artisti ha stimolato la riflessione sul rapporto tra danza e musica nella cultura contemporanea. I riferimenti si sono così concentrati sull’immaginario della cultura pop, della televisione, dei videoclip e dei club. Un universo fatto di schemi ripetitivi che ha la capacità di sedurre, attrarre e influenzare lo sguardo dello spettatore e in cui il corpo femminile è rappresentato in forma prevalentemente iper-sessualizzata. Costantemente esposto a modelli forzati, esagerati e artificiali, chi osserva viene dunque spinto verso la riproduzione e l’esaltazione della finzione, puntando ad un virtuosismo e ad un’ iper-performatività quasi pornografica. La scelta artistica è quella di accogliere questa spinta, esplorandola in tutte le sue complicazioni. In una società che esalta il miglioramento costante, il non fermarsi mai e la volontà di fare ed essere sempre di più, Wannabe si posiziona all’interno di questo moto di allontanamento dalla realtà. La cultura pop occidentale diventa così base contemplativa del corpo in movimento e della performatività di genere, in un viaggio fisico di riconoscimento e liberazione da alcuni dei codici che identificano i corpi di oggi. Wannabe è così il motore per andare oltre i propri limiti, verso un essere altro. Una celebrazione del mainstream che ci nutre e ci muove, malgrado il nostro volere.
Con Ideazione: Fabritia D’Intino e Federico Scettri Coreografia e danza: Fabritia D’Intino – Musica live: Federico Scettri – Produzione esecutiva: Chiasma – Sostegno: Indisciplinarte, SpazioK.Kinkaleri, CALA Festival, Young Jazz Festival, Spazio ZUT!, Déjà Donnè
Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE.
Il programma potrebbe subire variazioni
gratuito
CHIASMA ETS
gratuito
obbligatoria su Eventbrite
CHIASMA ETS

Spettacoli, pratiche, laboratori, installazioni, incontri e dispositivi performativi
