appuntamenti dell’ 11 novembre
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appuntamenti dell' 11 novembre

Installazioni, concerto,  performance e dj set

11.11.2026 ORE 15:00 Largo Venue
Via Biordo Michelotti 2
Municipio V

Nell'ambito di MNEMOSYNE - Atlante del divenire


Crangon crangon +
ore 11:00
Crangon Crangon + ha l’intento di trasmettere a* partecipant* la pratica costitutiva del progetto Crangon.
Crangon: frequentare il moto opposto a quello di chi avanza. A partire dallo studio dello spazio dietro secondo un check anatomico fatto di visualizzazioni e minuziose attivazioni, è previsto un tempo di ricerca empirica caratterizzato da esercizi di propriocezione e lunghe camminate all’indietro. A ciò si affianca e si mescola un tempo di osservazione teorica, connotato da letture sul tema del corpo e dell’ignoto. La pratica è nutrita dallo spazio che la ospita col quale si relaziona in termini di immaginario e di durata. L’indagine è rivolta a corpi  di qualsiasi età, genere e provenienza .
Con Daria Greco

Wasn’t built in a day
dalle 16:00 alle 17:00
La mostra Wasn’t built in a day di Salvo Lombardo e Daniele Spanò nasce dal desiderio dei due autori di far convergere i rispettivi campi di indagine e di ricerca artistica – prevalentemente il corpo e l’immagine – nell’orizzonte di una scrittura cross-mediale, nel tentativo di coniugare videoarte, performance e reportage filmico e puntando ad una reciprocità di sguardi. Il lavoro espone un ciclo di immagini fotografiche e un’opera video che dà origine al progetto.
L’opera vuole interrogare il concetto di potere e le sue articolazioni, le cui radici affondano in un classicismo disegnato nei secoli in maniera strumentale. Il lavoro cerca di rintracciare quel sistema di segni che sottende iconografie, canoni estetici, narrazioni e pseudo-genealogie che stanno alla base della costruzione della presunta identità culturale e nazionale in Italia. Quali sono le matrici dei discorsi nazionalistici di oggi? Quali sono le rappresentazioni – molte di stampo coloniale – che permeano ancora nel nostro presente sotto mutate forme? E quali, invece, le “contro-figure” che resistono a queste rappresentazioni?
Il video è stato realizzato in parallelo al processo di creazione dello spettacolo AMOЯ della compagnia Chiasma, partendo dal medesimo tentativo di rovesciare il vasto archivio della nostra cultura d’appartenenza.
Di Salvo Lombardo e Daniele Spanò – fotografia e montaggio | Daniele Spanò – musiche | Fabrizio Alviti e Franz Rosati – con | Daria Greco e Pieradolfo Ciulli – assistente alla fotografia | Alessio Troya – supporto – organizzativo | Isabella Gaffè

Crangon crangon eyes
dalle 17:00 alle 18:00
Crangon Crangon Eyes è un progetto audiovisivo basato sulla performance coreografica Crangon Crangon (2022). Ideato da Daria Greco e performato da Valentina Sansone, Crangon Crangon percorre una traiettoria a ritroso, mettendo in discussione l’idea lineare e finalistica di progresso. Il corpo, che allude a una figura animale, è invitato a esperire l’inconsueta condizione di abitare tutti quegli spazi che trova alle proprie spalle, con un movimento contrario all’avanzare. La produzione di moto all’indietro sovverte l’ideologia del progredire e, nel farlo, rifonda la nozione di spazio in un inedito dispendio anatomico. Crangon Crangon Eyes nasce dal desiderio di raccontare visivamente tale esperienza e trova luogo fra gli edifici, le strade, la gente di Ostia. Ostia accompagna il lavoro dentro a un paesaggio eterotopico che comprende riserve, considera abbandoni, si muove fra le costruzioni razionaliste degli anni ‘20. La pratica in sé e la sua narrazione visuale trovano senso nell’accostamento di un corpo che va all’indietro ad un ambiente che non ha trovato utilizzo, che non serve più, ma che rimane residuo nel tempo e del tempo e nella contraddizione fra un’architettura funzionalista e un corpo che si costruisce nell’ingenuità dell’improgettato.
Ideazione Daria Greco Performance Valentina Sansone Regia Ivan Gasbarrini, Daria Greco Fotografia e montaggio Ivan Gasbarrini Location Manager Chiara De Angelis Musiche Filippo Lilli Costume Vittorio Gargiuolo Produzione Triangolo Scaleno

Stesure – per la creazione di un terreno comune
ore 17:30
L’obiettivo è quello di condividere un gesto pratico mirato alla creazione di un risultato e oggetto comune. L’esercizio è quello di immaginare un sistema di trasmissione del gesto che preveda e accolga l’espressione della soggettività di chiunque participi alla pratica.
Può un gesto così concreto e circostritto diventare canale emotivo di chi lo esegue?
E come può questa emotività prevalere sull’aspetto tecnico?
Se i parametri del ben fatto di un operazione edile fossero emotivi piuttosto che pratici, in quali ambienti vivremmo? che pavimenti calpesteremmo?
Con Claudio Larena

La morte del cigno
dalle 18:00 alle 19:00
Il lavoro è il primo oggetto video della coreografa Fabritia D’Intino.
L’obiettivo è quello di omaggiare il grande classico del balletto e la sua maggiore interprete Anna Pavlova, celebrando l’assenza del suo corpo.
Il movimento e la sua coreografia esistono senza la corporeità, delegando lo struggimento e la malinconia a degli esseri inanimati che popolano un luogo ormai abbandonato.
Concept e direzione Fabritia D’Intino – Shooting Marco Coppoli – Assistente Emanuele Danielli – Editing Fabritia D’Intino e Federico Scettri – Musica Camille Saint-Saëns – Con il supporto di Habitat Creativo Associazione Demetra / Centro di Palmetta

Abisso
alle 19:00
Liberamente ispirato al Quartetto per la fine del tempo di Olivier Messiaen, opera di musica da camera per clarinetto, violino, violoncello e pianoforte scritta tra 1940 e 1941 nel campo di prigionia di Görlitz. L’ opera nasce dall’ispirazione di Messiaen all’Apocalisse di Giovanni, in particolare al passo che annuncia la fine del tempo cronologico, non come evento distruttivo, ma come cessazione della misura ordinaria del tempo e apertura a una dimensione diversa dell’ ascolto e dell’ esperienza. Abisso si apre con un solo di clarinetto di Filippo Lilli, che riprende il terzo movimento del Quatuor, Abîme des oiseaux. Il solo è costruito su forti contrasti di tempo, dinamica e registro. Le sezioni, segnate da indicazioni di estrema lentezza, sono basate su lunghe frasi, suoni dilatati e ampie pause, che mettono in evidenza il respiro e la solitudine dello strumento. A queste si oppongono passaggi rapidi e ritmicamente definiti, ispirati al canto degli uccelli. Mentre il suono del clarinetto si dissolve nel suo ultimo percettibile decadimento, il canto di oltre duecento specie di uccelli sembra irrompere nello spazio dall’
esterno, attraversando le pareti e incoraggiando una nuova condizione di ascolto. Al centro dello spazio i due performer attivano una scultura cinetica in cristallo che, roteando vorticosamente, riflette la sua luce nello spazio. Un rimando visivo a quello che, nel lavoro di Messiaen, è il senso di circolarità, in grado di raggiungere un “tempo eterno”. La voce di Ludovica Manzo entra in dialogo con il canto degli uccelli per poi riportarlo nel corpo e nel respiro, ad una voce intima. La linea vocale si muove tra suoni trattenuti e aperture improvvise, assumendo qualità strumentali senza perdere la presenza del corpo. La voce di Ludovica Manzo resta nello spazio in un solo di canto melodico, tornando idealmente all’inizio della performance. Abisso rilegge l’ opera di Messiaen senza cadere nella pura citazione, ma incorporando l’opera come punto di partenza per esplorare una condizione di tempo sospeso.
Con Filippo Lilli

Medusa
ore 20:30
La ricerca si muove nella dimensione dell’oscurità e dell’abisso indagando il possibile stato di invisibilità di un corpo. Il progetto, in continua ricerca, si presenta in formati immersivi o installativi invitando ad uno sguardo sul corpo distratto, morbido e intermittente. La logica e la sintassi del lavoro si muovono intorno all’idea della danza che si fa invisibile. Cosa osserviamo quando non c’è nulla da guardare? Che ne è della danza se nessuno la vede? Come si muove un corpo privo delle costruzioni dello sguardo su di esso? Il movimento così non vuole esistere nella sua dimensione emersa, evidente, positiva, illuminata, ma al contrario trovarsi al di sotto, nel fondale, nel negativo, nell’oscurità, nel nascosto.Un momento di pausa dall’iper-esposizione del corpo. Un nuovo patto tra pubblico e performer, in cui si tradisce il paradigma teatrale, per rilassare lo sguardo e concedersi un momento di rilascio, di sparizione. Rimanendo un progetto coreografico, la negazione dello sguardo sul corpo rende centrale il ruolo del suono e della luce, o meglio, del buio. Le caratteristiche acustiche e luminose di ogni spazio diventano così determinanti in un evento light-specific che ibrida l’esperienza tra la performance e il live set musicale. Come disegnare il buio? Come far emergere l’invisibile? I corpi di chi assiste sono invitati all’abbandono, alla sottrazione e in un certo senso alla sparizione. E’ consentito divagare, distrarsi e addormentarsi. In questo senso il desiderio del momento regola la temperatura dello stare in uno spazio che con l’aiuto del buio diventa sospeso, delicato e intimo. La ricerca è pensata ed ha sperimentato finora spazi chiusi, paesaggi naturali e architetture sacre, ridefinendo costantemente la sua possibile fuga dallo sguardo. Come si collocano i corpi quando lo sguardo non li determina? Siamo capaci di scorgere l’invisibile? La nostra idea di performance convoca dunque gli stati di ipo-performatività e di illusione in un momento di dispersione condivisa, un’occasione per perdersi insieme.
Con Fabritia D’intino e Federico Scettri

Outdoor dance floor
ore 22:00
La performance Outdoor dance floor di Salvo Lombardo è pensata come una piattaforma da ballo per spazi non deputati al clubbing, attraverso la quale lo spazio della sala da ballo è reinterpretato sia in spazi teatrali che in spazi non convenzionali come musei, spazi espositivi, foyer, locali commerciali, spazi urbani. Già nei suoi precedenti lavori il gruppo Chiasma ha individuato nello spazio fisico del music club e nella club culture una dimensione ibrida in cui il ballo e la musica diventano territorio di liberazione dei corpi e occasione per l’affermazione di una “politica” del corpo che trascende convenzioni sociali e di genere. I performer Daria Greco e Salvo Lombardo, tessono i punti di un’azione coreografica basata su una serie di sequenze di movimento imitabili e sostenute dalla relazione con la pulsazione musicale, sonora e visiva di un live set multimediale, dove sonorità più ruvide dalla patina digitale e industriale incontrano l’estetica della musica techno per aprirsi a paesaggi synt pop, tropical, R&B ed innesti sinfonici. Dopo l’azione coreografica dei performer il pubblico sarà invitato ad inserirsi nel flusso dell’azione per esperire, a sua volta, attraverso il ballo, nuove dinamiche relazionali, echi e riverberi del movimento. Outdoor dance floor vuole incarnare un atto di pura condivisione, socialità e aggregazione di corpi.
Ideazione, coreografia e regia | Salvo Lombardo Performance | Daria Greco, Salvo Lombardo Vj set | Daniele Spanò Dj set | Federico Scettri | con il sostegno di MIC – Ministero della Cultura in collaborazione con Fondazione Romaeuropa

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE.

Il programma potrebbe subire variazioni

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Ingresso

gratuito

A cura di

CHIASMA ETS