Estate Romana
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Arte e Natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea
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Arte e Natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea

La mostra è inserita all'interno della manifestazione “Back to Nature. Arte contemporanea a Villa Borghese 2021. Seconda edizione”

12.05.2021 ─
17.10.2021
Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia, 6

Informazioni

La mostra al Museo Bilotti fa parte del progetto espositivo Back to Nature 2021. Arte Contemporanea a Villa Borghese che riflette sul futuro del mondo e sulla necessità di costruire un nuovo rapporto con la natura.

Arte e natura. Opere dalle collezioni capitoline di arte contemporanea è a cura di Antonia Arconti, Ileana Pansino e Daniela Vasta e propone una selezione che abbraccia un ampio arco temporale dai primi decenni del XX secolo fino ai nostri giorni.

Il tema del rapporto tra arte e natura è affrontato in mostra accostando tra di loro opere che dialogano per rimandi formali e tematici, piuttosto che temporali, con l’intento di fornire un’ulteriore occasione di valorizzare e far conoscere dipinti, fotografie, video, sculture e soprattutto installazioni che non godono di uno spazio espositivo museale permanente ma vengono scelte a rotazione. Le opere selezionate infatti provengono tutte dalle collezioni capitoline, compresi i prestiti di UniCredit S.p.A, regolati da un comodato di lunga scadenza.

 La selezione degli artisti contemporanei – tra gli altri Gianfranco Baruchello, Claudio Palmieri, Giancarlo Limoni, Marilù Eustachio, Giosetta Fioroni, Alfredo Jaar, Oscar Turco, Daniela Perego, Felice Levini, Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Lorenzo Durantini, Guendalina Salini, Giulia Napoleone, Alberto Vannetti – permette di analizzare una serie di differenti visioni sul tema proposto, con tecniche e mezzi diversi.

Essi sono messi in relazione anche con autori attivi nella prima metà del Novecento, quali Benedetta Cappa Marinetti, Fausto Pirandello, Umberto Prencipe, Enrico Coleman, Onorato Carlandi, a testimonianza della continuità di ricerca su questo soggetto.

 Il percorso contempla opere a parete – tra le quali un paesaggio orientale di Isabella Ducrot, la rappresentazione dell’infinito di Maria Lai, le visioni cosmiche di Giulio Turcato e Alberto Di Fabio, la veduta del Parco dei Daini a Villa Borghese di Alessandra Giovannoni – alternate ad opere tridimensionali, come le installazioni degli artisti Ana Rewakowicz, Renato Mambor, Piero Fogliati, Ines Fontenla. Una piccola sezione di video d’artista, individuati in collaborazione con il CRDAV (Centro Ricerche Documentazione Arti Visive della Sovrintendenza) e comprendente opere di Elisa Sighicelli, Goldiechiari e Silvia Stucky, è dedicata in particolar modo all’acqua, considerata tema fondamentale per le sorti del pianeta.

Volutamente l’elemento antropico non è mai dominante e poche volte risulta esplicitamente visibile. Diverso il caso del bellissimo volto di donna di Ettore Tito, allegoria dedicata al vento nella delicata sezione delle Prospettive aeree. Anche la componente animale abita solo occasionalmente la mostra, e in tal senso spiccano due significative opere, i Nidi di Sissi e i Cani di Velasco Vitali.

Si segnala la collaborazione dell’Istituto Polacco di Roma per l’installazione dell’opera “Ponte Rotto” di Ana Rewakowicz, operazione particolare e delicata per la preparazione della composizione di acqua e zucchero con precise percentuali, dettate dall’artista, necessarie ad ottenere l’effetto ad arco della luce laser in essa proiettata.

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