Estate Romana
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Debatik – Neverland – Notte senza luna
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Debatik – Neverland – Notte senza luna

Proiezioni di cinque film su storie di giovani i cui temi vertono sulla resistenza, la violenza coloniale, totalitaria e transizionale

02.07.2021 Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1

Informazioni

ore 16.00 – Debatik (Sala De Luxe)
Drammatico, Albania, 1961, regia di Hysen Hakani, durata 1h e 12′

Ambientato nel periodo in cui l’Albania era stata annessa dall’Italia fascista, il film omaggia il contributo dato alla resistenza da parte di un gruppo di ragazzi di Shkodër che avevano formato un’organizzazione illegale nota come Debatik. La trama gira intorno a Coli, un bambino orfano che tira avanti grazie alla sua solarità, alla bontà d’animo di alcuni dei personaggi che lo circondano e alla sua fionda. Subendo il fascino di ragazzi più grandi e più fortunati di lui che hanno delle famiglie e che frequentano le scuole, Coli sogna di far parte del Debatik. Il film è stato probabilmente realizzato per essere visto da ragazzi in età scolastica al fine di imprimere un senso di lealtà verso il Partito e di vigilanza verso possibili dissidenze.

ore 17.20 – La grotta dei pirati – Shpella e Piratëve (Sala De Luxe)
Drammatico, Albania, 1990, regia di Eduart Makri, durata 80′

Nel 1990, anno in cui fu prodotto il film, ebbe termine il regime comunista albanese. A dicembre di quell’anno fu reintrodotto il pluralismo politico e vennero progressivamente intraprese misure per la democratizzazione del Paese. Il film è stato girato prima della fine della dittatura e rappresenta un coraggioso tentativo di critica al sistema politico ancora vigente attraverso metafore e simboli alquanto espliciti. L’ambientazione rimanda all’esotismo postcoloniale in voga nel cinema Occidentale degli anni Settanta e Ottanta. Il contesto balneare è sfruttato per la sua bellezza senza scopi propagandistici.

ore 18.50 – Il proiettile di plastilina – Plumbi prej plasteline (Sala De Luxe)
Drammatico, Albania, 1994, regia di Artan Minarolli e Petrit Ruka, durata 65′
Si può diventare assassini senza perdere l’innocenza? Questa sembra essere la domanda che Artan Minarolli e Petrit Ruka si sono posti mentre realizzavano questo film. Uscita nel 1994, la pellicola è ambientata nei primi anni di transizione, che furono caratterizzati dall’entusiasmo per le libertà acquisite e da un certo benessere dovuto alla possibilità di condurre attività imprenditoriali senza dover dare molto conto allo Stato. Il film esplora il rapporto di un bambino con la violenza e ritrae il modo in cui egli viene amorevolmente educato all’esercizio del potere, della distruzione e del terrore. Il protagonista si trova in un contesto in cui la violenza e il diritto del più forte vengono costantemente esaltati. La realtà entra nella sua dimensione infantile sotto forma di gioco attraverso la cultura pop e i cattivi esempi.

ore 20.00 – Dibattito (Teatro all’aperto Ettore Scola)
Rappresentazioni cinematografiche della violenza coloniale, dittatoriale e transizionale
Intervengono: Eduard Makri, Erald Dika, Vladimir Doda, Sofia Dati, Kwanza Musi Dos Santos.

ore 21.00 – Neverland (Teatro all’aperto Ettore Scola)
Drammatico/Documentaristico, Albania, 2019, regia di Erald Dika, durata 1 h e 20′
All’inizio del 1997 in Albania, una crisi politica ed economica causata da una gigantesca truffa finanziaria, generò una serie di rivolte diffuse che portarono al collasso tutte le istituzioni adibite alla protezione dei cittadini come la polizia e l’esercito. In circostanze poco chiare, la popolazione si precipitò nei depositi di munizioni e rubò le armi dello Stato. Neverland, girato dal giovane regista italo-albanese Erald Dika, è il primo trattamento cinematografico di questi assurdi eventi che ancora pesano sulla memoria collettiva.La linea narrativa è basata su interviste raccolte da testimoni oculari e immagini d’archivio che sono sovrapposte a un racconto ambientato in quel periodo.

ore 22.15 – Notte senza luna – Nata pa hënë (Teatro all’aperto Ettore Scola)
Drammatico, Albania, 2004, regia di Erald Dika, durata 80′
Quest’opera affronta la questione della violenza di regime e i suoi effetti nel periodo di transizione. Durante il comunismo l’efferatezza delle istituzioni era giustificata dall’ideologia, ma in verità era anche l’espressione di un sadismo sfrenato che, come emerge nel film, è radicato nella struttura patriarcale della società. Nel periodo di transizione, tale violenza trova sfogo in modo spesso indiscriminato ed era veicolata dai traumi, dalla povertà e dalle armi che il regime lascia in eredità agli albanesi. Il lavoro di Minarolli è significativo anche per le trasformazioni stilistiche del cinema albanese. L’utilizzo di una colonna sonora “etnica” senza una vera e propria collocazione spazio-temporale, la predilezione degli ambienti rurali, la sovente folklorizzazione delle relazioni sociali e la rappresentazione ironica della violenza, situano questo film in uno stile “balxploitation” che fiorì tra gli anni Novanta e Duemila. È bene tuttavia notare che, a differenza dello sguardo di altri registi, quest’opera non offre facili vie d’uscita ai personaggi. Ogni Stato deve fare i conti con il patriarcato, le dittature e le ingiustizie del passato e del presente. Fuggendo in altri Paesi, gli albanesi diventano oggetto di sfruttamento, di emarginazione e di violenza da parte delle istituzioni e dei singoli. Il finale incerto sembra indicare l’impossibilità della fuga, che non consiste nel sottrarsi a un territorio, ma nella utopistica ambizione di raggiungere un altrove.

Il programma potrebbe subire variazioni

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