ESTATE ROMANA
ESTATE ROMANA
Divinamente sinfonica

Divinamente sinfonica

L’Orchestra Roma Sinfonica diretta dal Maestro Ahmed Elsaedi sul palco del Teatro Argentina in un concerto di musica sinfonica dedicato all’affascinante rapporto fra genio e divino con musiche di Beethoven, Mozart e Rota

Nell'ambito di Teatro di Roma

23.04.2022 ORE 21:00 Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina, 52

Informazioni

Cosa lega due esponenti del Classicismo Viennese come Mozart e Beethoven a un compositore italiano del ‘900 come Rota? Sicuramente il fatto di essere tutti e tre dei grandi compositori di opere sinfoniche, ma non solo: a differenza degli altri grandi geni musicali di cui è disseminata la storia della musica- come Bach – i tre musicisti succitati avevano sviluppato un rapporto cosciente con l’elemento divino che li ispirava, con l’energia creatrice del suono, erano cioè diventati consapevoli di essere uno strumento di trasmissione del pensiero divino all’umanità attraverso la musica che componevano. E questo grazie anche al fatto che erano tutti e tre, a vario titolo, assai vicini alle cerchie esoteriche del loro tempo.

Se le Nove Sinfonie di Beethoven rappresentano la narrazione di un percorso iniziatico, la Pastorale rappresenta – dopo la furiosa lotta con se stesso ingaggiata nella quinta sinfonia per il riconoscimento del proprio destino, del karma – l’epifania dello Spirito nella natura, l’energia del suono creatore, l’urklang di goethiana memoria, che si manifesta nel canto degli uccelli nella foresta come nel tuono e nel vento della tempesta, nel palpitare rigoglioso della natura fecondata nella “scena al ruscello” – dopo la semina dei minuscoli incisi che si rincorrono accavallandosi nell’allegro non troppo” iniziale – o nelle esplosioni di luce che squarciano a ondate l’orchestra facendola vibrare in tutta l’ampiezza del registro nel meraviglioso finale.

Un contrasto di temi di grande impatto emotivo, quasi beethoveniano, si delinea nell’Ouverture del Don Giovanni di Mozart già dalle prime battute dell’introduzione nell’angosciante “lamento della creatura” e nelle imponenti arcate di scale del tema del destino, sfociando poi nel duello fra l’esercizio della facoltà libero arbitrio del protagonista e la legge morale rappresentata dal Commendatore, fra la vitalità melodica del tema del primo e la monolitica rigidità degli accordi del tema del secondo, che calano su di essa come fendenti tranciandola.

Il programma potrebbe subire variazioni

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