
GERTRUDE
Testo di Annalisa De Simone. Regia di Mario Scandale
Nell'ambito di TEATRO DI ROMA: TUTTO IL TEATRO | Stagione 2025-2026

Testo di Annalisa De Simone. Regia di Mario Scandale
Nell'ambito di TEATRO DI ROMA: TUTTO IL TEATRO | Stagione 2025-2026
di Annalisa De Simone
regia Mario Scandale
con Mascia Musy (Gertrude)
e con Jonathan Lazzini (Claudio), Domenico Pincerno (Laerte), Arianna Pozzi (Ofelia)
Produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale
Alla madre, vedova e nuova sposa, personaggio chiave dell’Amleto di Shakespeare è dedicato Gertrude. Regina, sposa, madre, nella riscrittura originale firmata da Annalisa De Simone e diretta da Mario Scandale. Un debutto assoluto, prodotto dal Teatro di Roma, che vede in scena protagonista Mascia Musy, nel ruolo di Gertrude, affiancata da Jonathan Lazzini, Domenico Pincerno e Arianna Pozzi.
In questa nuova drammaturgia, la tragedia di Shakespeare viene osservata attraverso un ribaltamento prospettico: non è più la ferita del figlio Amleto a condurre il gioco, ma il corpo e la voce della madre. Gertrude guadagna il centro della scena in una piscina vuota — un luogo che ha conosciuto la felicità e ora ne conserva solo la cavità — per raccontare la storia di una donna che prova a restare viva in un mondo che pretende da lei purezza e sacrificio.
Nel dramma shakespeariano, Gertrude emerge come una figura intrappolata in una complessità tanto intrigante e magnetica, quanto sospesa tra interpretazioni contrastanti. È una madre che nutre un affetto autentico per Amleto, eppure la sua scelta di unirsi al cognato a pochi mesi dal lutto proietta ombre indelebili sulla sua moralità. In lei convivono la donna di Stato — fiera, sensuale e padrona delle proprie decisioni — e la madre rifiutata, nuda nelle sue paure e nelle sue debolezze. Maliarda e struggente, feroce e a tratti fanciullesca, Gertrude abita il confine sottile tra la connivenza nel delitto e l’incoscienza tragica. Coinvolta in un attrito logorante con il figlio, la Regina smette i panni della comparsa: compie un passo decisivo verso il centro della scena, rivendicando la propria necessaria centralità.
Lo spettacolo non intende dare risposte, bensì dare luce a questo personaggio e alle sue ombre, erigendola finalmente a protagonista indiscussa con in mano un potere immenso. L’intento della messa in scena non è assolvere, ma indagare, provando a esplorare quelle zone oscure che la Regina dissipa lungo l’arco della tragedia.
Crediti: Fotografia di Manuela Giusto
Il programma potrebbe subire variazioni
5, 6, 7, 11, 12, 13 e 14 marzo ore 20
8 e 15 marzo ore 18
Teatro di Roma
5, 6, 7, 11, 12, 13 e 14 marzo ore 20
8 e 15 marzo ore 18
Web: www.teatrodiroma.net
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