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HARLEM, il film più censurato di sempre di Luca Martera
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HARLEM, il film più censurato di sempre di Luca Martera

Presentazione del libro e proiezione del film di Carmine Gallone in versione integrale

Nell'ambito di Casa del Cinema

24.02.2022 ORE 18:00 Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1

Informazioni

Luca Martera presenta il suo libro Harlem, il film più censurato di sempre (La Nave di Teseo / Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, 2021).
A seguire la proiezione della versione integrale del film uscito nell’aprile del 1943 (dcp dalla copia in pellicola custodita in Cineteca Nazionale)
Harlem di Carmine Gallone, con Osvaldo Valenti, Massimo Girotti, Elisa Cegani, Vivi Gioi, Amedeo Nazzari, Luigi Almirante. (Italia, 1943, 113′).

Il film, di fatto, è una celebrazione della vittoria fascista sugli abissini riassunta simbolicamente dall’incontro di boxe in cui il pugile italiano e speranza di Brooklyn Tom Rossi (Massimo Girotti) – personaggio ispirato a Primo Carnera – si afferma sull’orgoglio di Harlem, il nero Charlie Lamb (il meticcio Lodovico Longo). Il tutto in un Madison Square Garden ricostruito a Cinecittà dove si parla un italiano letterario (e persino il francese) e non una sola parola di inglese. Ma cosa c’entra questo conflitto con il film? Tratto da una novella di Giuseppe Achille, scritta proprio per celebrare la vittoria sul Ras Tafari Hailé Selassié, la riduzione cinematografica fu tenacemente voluta dal gerarca capo di Cinecittà Luigi Freddi, il quale – dopo i rifiuti alla regia e sceneggiatura di Blasetti e Steno – reclutò un incredibile gruppo di sceneggiatori che più assortito non si poteva: il letterato americanista Emilio Cecchi, il fascistone Paolo Monelli, il futuro padre del Neorealismo Sergio Amidei, un ebreo che non poteva firmare a causa delle leggi razziali Giacomo Debenedetti e il direttore antisemita de “Il Littoriale” Pietro Petroselli.

Harlem fu forse la più plateale opera di mistificazione del regime fascista, visto che nella realtà Primo Carnera (che interpreta anche un cameo nel film nei panni di sé stesso) fu sconfitto in due memorabili incontri di boxe sia dall’ebreo Max Baer che dal nero Joe Louis. Ma i motivi di interesse storico non finiscono qui. Nel film furono usate circa un migliaio di comparse di colore,

alcuni veri prigionieri di guerra sudafricani aggregati alle truppe inglesi catturati a Tobruch, in Libia, altri invece sudditi dell’Africa Orientale Italiana (etiopi, eritrei e somali) prelevati nel “villaggio indigeno” della mostra delle Terre d’Oltremare di Napoli. Alcuni di questi, a film finito, imbracciarono il fucile e affiancarono i partigiani in alcune operazioni nel Lazio, nelle Marche e in Toscana.

La battuta tormentone “Morte agli italiani!” pronunciata dal capo dei tifosi abissini al Madison Square Garden fa da leitmotiv al libro Harlem – il libro più censurato di sempre (pubblicato in co-edizione da La Nave di Teseo e il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma) che racconta tutta questa incredibile vicenda storia, mettendo a confronto la versione integrale del film di 113 minuti con quella censurata di 87 minuti, con l’aiuto di numerosi documenti inediti, custoditi in vari archivi: dalla Banca d’Italia allo Stato Maggiore dell’Esercito, dall’Archivio di Stato (Ministero della Guerra, Ministero degli Affari Esteri, Ministero dell’Africa Coloniale) alla Segreteria Particolare del Duce fino ai Fondi Blasetti, Monelli e Visconti.

Il programma potrebbe subire variazioni

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