Aldo Fabrizi fu soggettista, sceneggiatore, produttore e regista oltre che attore e comico in tutti i ruoli e le accezioni che il termine comporta. Ma Fabrizi fu anche scrittore, di schiette commedie (“Buon Natale”, “Salvo complicazioni”, “Poveri noi”, “Tordinona”, “Volemose bene”) e di versi e sonetti dialettali, legati alla sua passione culinaria, e finiti in tre raccolte dai titoli emblematici (“La pastasciutta”, “Nonna minestra”, “Nonno Pane”) facendosi così testimone della tradizione popolare e di quel gesto primordiale del mangiare che celebra il senso della vita. Le raccolte si presentano come un elogio insieme povero e rinascimentale ma, modernamente, esaltato e iperbolico del cibo della tradizionale povertà e fame italiana.
Massimo Popolizio, attore raffinato di squisita formazione ronconiana e interprete di alcuni fra i più importanti spettacoli teatrali degli ultimi vent’anni, propone una lettura colta e popolare di alcuni sonetti tratti dalla raccolta “La pastasciutta” (1971), incarnando come meglio non si potrebbe, con scintillante attitudine mimetica, quella antica voce popolare, veicolo di una vera e propria filosofia del cibo.
Di Aldo Fabrizi. Interpretazione di Massimo Popolizio con musiche eseguite dal vivo al violoncello da Giovanna Famulari.
Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE.
Il programma potrebbe subire variazioni