Johannes Brahms Sabine Scho con Julian Aaron Astor Paschen, Gideon Poppe, Anh Trung Sam

Johannes Brahms Sabine Scho con Julian Aaron Astor Paschen, Gideon Poppe, Anh Trung Sam

Presentato da Accademia Tedesca Roma Villa Massimo nell'ambito dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche Italia-Germania

29.09.2026 ORE 19:00 Mattatoio
Piazza Orazio Giustiniani, 4

Nell'ambito di Romaeuropa Festival - REF2026


In lingua tedesca con sottotitoli in italiano
Taglio di capelli dal vivo per tutta la durata dello spettacolo

Con Die schöne Magelone (La bella Magelone), unico vero ciclo di Lieder concepito da Johannes Brahms, il concerto si apre come una forma ibrida e sorprendentemente teatrale, sospesa tra racconto amoroso, frammento lirico e dispositivo scenico. Composto a partire dal 1861 sui versi tratti dalla Wundersame Liebesgeschichte der schönen Magelone und des Grafen Peter von Provence! di Ludwig Tieck, il ciclo attraversa una materia narrativa antica e stratificata (tra Medioevo, romanticismo tedesco e immaginari cavallereschi) per trasformarla in una costellazione di quindici romanze che, più che raccontare una storia in modo lineare, ne trattengono gli scarti emotivi, le sospensioni, le intensità.
È proprio questa natura frammentaria, rivendicata dallo stesso Brahms, a rendere Die schöne Magelone un oggetto singolare: non un ciclo chiuso, ma una sorta di “opera tascabile”, come il compositore stesso la definiva, in cui l’azione sembra continuamente sfuggire per lasciare spazio a una drammaturgia del sentimento. In questa nuova lettura, le quindici romanze interpretate da Gideon Poppe e Anh Trung Sam si intrecciano con quattro inserti tratti da Leitfaden für Verliebte di Sabine Scho, scritti come una risposta contemporanea al testo di Tieck, dal punto di vista di un amante di oggi. Ad intensificare ulteriormente la frizione tra il Romanticismo e il presente, l’azione scenica di Julian Paschen, hair artist con base a Berlino, introduce un taglio di capelli dal vivo durante il concerto, amplificato dalle riprese in tempo reale di Per Lang e da proiezioni.. Un gesto insieme ironico e perturbante, che riattiva uno dei dettagli più inattesi della novella — il fatto che il conte Peter quasi non riconosca Magelone a causa della sua acconciatura — trasformandolo nel fulcro visivo di una storia in cui amore, perdita, travestimento e desiderio si sfiorano fino al paradosso. Ad accompagnare il tutto, le fotografie realizzate a Roma da Sabine Scho. Ne emerge un dispositivo scenico stratificato, dove Lied, poesia, immagine e performance si incontrano in un equilibrio volutamente instabile, restituendo a Brahms tutta la sua inattesa eccentricità teatrale.

Il programma potrebbe subire variazioni

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A cura di

Fondazione RomaEuropa