
KR70M16 | NAUFRAGO SENZA NOME
Spettacolo di e con Saverio La Ruina
Nell'ambito di TEATRO DI ROMA: TUTTO IL TEATRO | Stagione 2025-2026
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Spettacolo di e con Saverio La Ruina
Nell'ambito di TEATRO DI ROMA: TUTTO IL TEATRO | Stagione 2025-2026
Prima nazionale
di e con Saverio La Ruina
e con Dario De Luca, Cecilia Foti
musiche Gianfranco De Franco
disegno luci e illustrazione Dario De Luca
luci e audio Daniele Nocera
costumi Cecilia Foti
responsabile allestimento Giovanni Spina
assistente alla regia Rosy Parrotta
organizzazione Egilda Orrico
amministrazione Tiziana Covello
produzione Scena Verticale
Approda al Teatro India, in prima nazionale dal 28 gennaio al 1° febbraio, KR70M16 – Naufrago senza nome, l’ultimo lavoro scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina, artista dalla sensibilità civile e poetica, che torna a esplorare i nodi del passato e del presente attraverso il suo inconfondibile stile fatto di scavo interiore, dialetto che assurge a lingua universale e quella capacità rara di toccare corde tragiche con una semplicità cristallina.
Accanto a lui sul palco, Dario De Luca e Cecilia Foti danno vita a una partitura drammaturgica inedita, che prosegue l’opera di perlustrazione nelle ferite aperte del nostro tempo, per restituire voce e identità ai naufraghi senza nome, a tutti coloro che sono stati inghiottiti dall’oblio. Al centro della narrazione si snoda il dramma del Mediterraneo, un mare che troppo spesso restituisce corpi senza vita, esistenze spezzate e volti cancellati.
Il titolo dello spettacolo porta con sé la fredda codifica “burocratica” di un’esistenza interrotta, un’identità negata: «KR» indica la provincia, «70» il settantesimo ritrovamento, «M» il genere maschile e «16» l’età. KR70M16, non è solo un numero, ma un essere umano, un naufrago senza nome, che rivendica la propria biografia. In una dimensione visionaria e quasi surreale, senza rinunciare a bagliori di ironia, l’autore mette in scena l’incontro in un cimitero tra una vittima della migrazione clandestina e una della Shoah.
Lo spettacolo è un esercizio di memoria storica necessario, evidenziando il paradosso di una Storia che celebra i vincitori ma fatica a dare parola agli sconfitti. Attraverso il rito teatrale, queste anime silenziose ritrovano finalmente una voce e una collocazione umana.
Il programma potrebbe subire variazioni
28, 29 e 30 gennaio ore 21
31 gennaio ore 19
1° febbraio ore 17
Teatro di Roma
28, 29 e 30 gennaio ore 21
31 gennaio ore 19
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