La frontiera – Il quarto dito di Clara
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La frontiera – Il quarto dito di Clara

Performance teatrali ispirate a opere d'arte.

11.09 ORE 19:15

Informazioni

Ore 19:15  Appunti per un futuro presente – La frontiera

«Ora mi chiedo se lo sguardo di Caravaggio non sia anche il nostro sguardo nei confronti dei naufragi, dei viaggi dei migranti e soprattutto dalla violenza politica e economica che li genera» Alessandro Leogrande

La frontiera fa parte del progetto performativo di Margine Operativo Beautiful Borders: un percorso di performance / spettacoli / video dedicato a una riflessione sui confini / sconfinamenti.

Lo spunto per questa tappa del progetto è lo straordinario libro di Alessandro Leogrande dove la frontiera: «Non è un luogo preciso, piuttosto la moltiplicazione di una serie di luoghi in perenne mutamento, che coincidono con la possibilità di finire da una parte o rimanere nell’ altra».

L’ultimo capitolo del libro si intitola Tutta la violenza del mondo e parla di Caravaggio, e del quadro Il Martirio di San Matteo che si trova nella chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. E all’ interno di un ambiente visivo creato dalla proiezione dell’opera di Caravaggio si muove il corpo e la voce del performer. Una performance sulle frontiere contemporanee attraverso l’osservazione di un quadro del 1600.
Ideazione – Pako Graziani e Alessandra Ferraro
Regia – Pako Graziani
Performer – Tiziano Panici
Sound designer – Dario Salvagnini
Produzione – Margine Operativo
In collaborazione con Boomerang Fest – Argot Produzioni
Una performance liberamente tratta dall’omonimo libro di Alessandro Leogrande.

Ore 21:00  Appunti per un futuro presente – Il quarto dito di Clara

Nel lavoro di Robert Schumann troviamo una germinazione artistica che salta a piè pari il Novecento, per gettare luce sul Terzo Millennio.

Niente è più doppio e speculare di un paio di scarpe: la destra non sa necessariamente quello che fa la sinistra; la stessa dualità la ritroviamo fra la mano sinistra e la mano destra del pianoforte. Schumann, autore di quella che molti considerano la più grande opera pianistica di tutti i tempi, vuol dire “uomo delle scarpe”.

Com’è noto, il compositore tedesco Robert Schumann (1810-1856) morì folle, affetto da schizofrenia. Nella sua opera, che mette insieme musica, parola e immagine, troviamo una germinazione artistica che salta a piè pari il Novecento, il secolo delle avanguardie, per gettare luce sul Terzo Millennio.

un’opera inedita di Luca Archibugi
con Pietro Naglieri e Veronica Zucchi
scritto e diretto da Luca Archibugi
registi – assistenti Fabiana Fusaro ed Eduardo Moyano
elaborazione grafica Alessandro Archibugi
produzione Argot Produzioni

Il programma potrebbe subire variazioni

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