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Il Cavaliere di Kruja – Lamerica – Il secondo novembre
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Il Cavaliere di Kruja – Lamerica – Il secondo novembre

Film dedicati al tema del colonialismo italiano e degli effetti a breve e lungo termine che esso ha avuto sull'Albania

Nell'ambito di “Albania, si gira!” Festival del cinema albanese 3° Edizione – Transizioni

03.07.2021 Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1

Informazioni

ore 16.00 – Il Cavaliere di Kruja (Sala De Luxe)
Drammatico, Italia, 1940, regia di Carlo Campogalliani , durata 1h e 18′
Dopo la guerra di Valona del 1920, che costrinse gli italiani ad abbandonare il piano di annessione e colonizzazione del Sud dell’Albania iniziato alla fine del 1914, presso i governi di Roma prevalse l’idea che per ottenere benefici politici ed economici dal Paese vicino non si dovesse usare la forza, ma la penetrazione “pacifica”. L’Italia fascista fece propria questa tesi e nel periodo interbellico continuò la politica colonialista dei governi precedenti riuscendo ad ottenere enormi concessioni per lo sfruttamento delle risorse locali e, a partire dagli anni Trenta, ad impiantare coloni. L’Albania fu crescentemente sottoposta all’influenza politica e culturale dell’Italia, ancor prima di venire annessa nell’aprile del 1939. Il film, girato poco dopo l’annessione, è un decalogo della propaganda colonialista. Gli albanesi sono dipinti con una serie di stereotipi negativi e positivi, alcuni dei quali durano ancora oggi.

ore 17.30 – Lamerica (Sala De Luxe)
Drammatico, Albania, 1994, regia di Gianni Amelio, durata 2 h e 05′

Anno 1991, quando l’Albania aveva appena imboccato le strade delle riforme capitaliste. Il vecchio regime era riuscito a mantenere le redini del potere vincendo le prime elezioni libere, grazie probabilmente a dei brogli elettorali. Quando esce nel 1994, Lamerica genera reazioni negative presso molti albanesi che non si riconoscevano nei termini del degrado materiale con cui il regista Gianni Amelio aveva rappresentato l’Albania. Un atteggiamento emancipato dagli orgogli nazionali induce invece a rivedere il film soprattutto per il modo in cui esso tratta il rapporto dell’Italia con il proprio passato coloniale. Tale questione è stata toccata solo raramente dal dibattito pubblico, dalla storiografia e dal cinema. Sin dall’inizio del film, si comprende come ci sia una relazione di continuità tra l’invasione italiana del 1939 e la fuga degli albanesi verso l’Italia nel 1991. Alcune vicende narrate rimandano metaforicamente all’esperienza coloniale. Gino, il personaggio principale, all’inizio tratta la popolazione locale con arroganza, ma presto comprende di non avere alcuna autorità e non può fare altro che urlare al vento la sua frustrazione. Lo stesso personaggio, dopo aver trovato un suo connazionale rimasto in Albania dalla Seconda Guerra Mondiale, non vuole riportarlo in Italia perché lo considera un peso e lo vende a un ospizio. In questo tentativo di abbandono si può leggere una critica alle politiche di oblio che hanno contraddistinto la memoria del colonialismo in Italia.

ore 20.00 – Dibattito (Teatro all’aperto Ettore Scola)
“Visioni coloniali e postcoloniali della storia albanese e delle relazioni italo-albanesi”
Intervengono: Ana Grgić, Julian Sota, Llazar Sota.

ore 21.00 – Ospiti (Teatro all’aperto Ettore Scola)
Drammatico, Italia, 1998, regia di Matteo Garrone, durata 1 h e 08′
Tra il 1997 e il 1998 l’Albania visse gli anni più drammatici della sua storia recente a causa dell’incapacità dello Stato di garantire la sicurezza dei cittadini. La migrazione illegale verso l’Italia divenne più massiccia grazie anche al rafforzamento di gruppi criminali albanesi e italiani e alla loro abilità di cooptare le autorità di entrambi i Paesi. Per la maggior parte degli italiani i migranti albanesi erano poveri che cercavano la salvezza in Italia, ma erano anche trafficanti di persone e droga, ladri, papponi e prostitute. Il film di Matteo Garrone adotta la prospettiva dei personaggi albanesi senza guidarli macchinalmente. In tal modo vengono superate le strutture del pensiero coloniale che vedono l’albanese dipendente, nel bene o nel male, dal grande fratello o padrone italiano. La trama racconta l’esperienza dello s/paesamento di due cugini che accedono alla socialità italiana attraverso le periferie urbane e umane di Roma. L’atteggiamento disincantato dai miti della migrazione, consente ai personaggi di relativizzare la condizione di “straniero” che sono indotti a percepire nelle interazioni con gli italiani, ponendo quest’ultimi di fronte al sentimento di estraneità che provano nel Paese in cui sono nati.

ore 22.10 – Il secondo novembre – Nëntori i dytë (Teatro all’aperto Ettore Scola)
Drammatico, Albania, 1982, regia di Viktor Gjika, durata 93′
Per il pubblico albanese quest’opera rappresenta ciò che il Gattopardo di Visconti rappresenta per gli italiani, ovvero la narrazione epica del momento di formazione dello stato-nazione, con le tante peripezie e contraddizioni affrontate dagli “eroi” per portare a compimento il loro dovere storico. La vicenda è ispirata a fatti accaduti nel novembre del 1912, poco dopo lo scoppio della prima guerra balcanica. Figura centrale del film è il personaggio di Ismail Qemali che fu il principale artefice della dichiarazione dell’indipendenza ed è qui rappresentato come un messia. Il suo scopo è riconvertire gli albanesi alla fede nazionale, incoraggiandoli ad abbandonare le strutture sociali e politiche dell’Impero Ottomano. Il film risente particolarmente del momento storico in cui è stato prodotto. La raffigurazione positiva di alcuni personaggi ecclesiastici dimostra che l’Albania, dove la religione era ancora proibita, era già entrata in una fase di cambiamento. Il film rivela una particolare sensibilità verso la questione del Kosovo che nel 1981, poco dopo la morte di Tito, era riemersa con forza in seguito a delle proteste scoppiate a Prishtina. L’enfasi posta sulla conflittualità serbo-albanese costa al regista la censura di una scena perché il regime forse non voleva esacerbare le relazioni con la Jugoslavia. La pellicola che vi presentiamo è stata sottoposta ad un eccezionale lavoro di restauro che ha reso molto più vivide le scene e i personaggi. Per preservare il tipo di sentimento nazionale che l’opera intende evocare, abbiamo deciso di mantenere in lingua originale i nomi delle località e delle regioni rivendicate dagli albanesi.

Il programma potrebbe subire variazioni

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“Albania, si gira!” Festival del cinema albanese 3° Edizione – Transizioni

Festival del Cinema Albanese “Albania, Si Gira!”, selezione esclusiva di film albanesi, italiani e internazionali ispirati agli eventi che hanno maggiormente condizionato la storia degli albanesi nel periodo contemporaneo

01.07.2021 ─
04.07.2021
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Largo Marcello Mastroianni, 1