Durante quei quattro viaggi, nati dal desiderio di un giovane italoamericano di seconda generazione di scoprire il Paese dei suoi avi, Dematteis si confronta con una realtà fino ad allora solo immaginata e attraversa la penisola in lungo e in largo. Un Gran Tour iniziatico che il percorso espositivo cerca di restituire sia in senso cronologico che geografico, per evidenziare anche il processo di rapida trasformazione della società italiana di quegli anni.
Quello che le foto italiane di Dematteis mostrano, oltre che uno spaccato di quasi dieci anni della nostra società, è anche lo sguardo del loro autore, un giovane americano, di idee radicali e in conflitto con le scelte politiche del suo Paese, che cerca risposte nelle sue origini anagrafiche, al cospetto di una cultura e di un contesto politico-sociale profondamente differente da quello di provenienza. In esse troviamo l’essenza più autentica dell’Italia di allora, quella “ufficiale”, che riempiva di sé la stampa non allineata, e quella più sommessa, le lotte operaie e la vita nelle strade, il quotidiano della gente comune, i riti sociali, la fabbrica e la scuola, il lavoro nero e quello nei campi, in un carosello di volti e luoghi che sollecitano memoria e immaginario collettivo.
Il programma potrebbe subire variazioni