Luce sull’Archeologia – 25 aprile
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Luce sull’Archeologia – 25 aprile

“Da capitale di un Impero all'ultima Roma antica”, la conquista e il controllo della penisola tramite le vie consolari: Appia, Flaminia ed Emilia

25.04.2021 ORE 11:00

Informazioni

Settima edizione al Teatro Argentina di Luci sull’archeologia, il progetto che si propone di trasportare il pubblico in un nuovo viaggio nella storia di Roma.
Questa edizione, dal titolo Da capitale di un impero all’ultima Roma antica. Paesaggi urbani, trasformazioni sociali e culturali, è un percorso tematico e cronologico nella storia, nell’archeologia e nella storia dell’arte per approfondire l’ultima fase dell’impero romano segnato dall’ascesa del cristianesimo e dalla graduale fusione con la tradizione pagana.

Nei sette incontri domenicali (alle ore 11), introdotti e presentati da Massimiliano Ghilardi e con la partecipazione di Claudio Strinati Andreas M. Steiner, gli spettatori sono accompagnati da professori, studiosi ed esperti nelle varie proposte di volta in volta diverse.

Settimo appuntamento
Le vie militari romane
GIOVANNI BRIZZI – Prof. di Storia romana dell’Università di Bologna
Tre sono le strade che più delle altre hanno scandito la conquista e il controllo della penisola da parte di Roma: l’Appia, la Flaminia e l’Emilia, vie consolari sorte nell’arco di 125 densissimi anni. Inizialmente, progettando l’Appia, Roma si propose di difendere la prima “prima Italia”, il versante tirrenico raccolto intorno all’Urbe. La Flaminia, via militaris per eccellenza, permise poi di tener separati i principali nemici, i Galli e i Sanniti, consentendo di disporre da mare a mare una fascia di territorio fedele alla res publica. L’Emilia (187 a.C.), infine rappresentò per molto tempo la chiusura a settentrione dell’Italia politica legata a Roma, prefigurando il modello di limes destinato a divenire canonico lungo le frontiere presidiate del suo futuro impero mondiale, dalla Britannia all’Eufrate.

La ferocia dei vincitori
LUCIANO CANFORA – Prof. di Filologia Greca e Latina all’Università di Bari e Coordinatore Presidente Scientifico della Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino
L’assedio di Gerusalemme da parte dei romani fu uno scontro feroce, un disastro anche per Roma con perdite militari e patrimoniali. Nei primi due secoli dell’impero si ebbe un genocidio di Ebrei, avversari tra i più temibili, che rifiutavano la sottomissione a Roma. Con il governo dell’imperatore Adriano ci fu il massacro di circa mezzo milione di ebrei, una reazione allucinante nei confronti di una realtà che l’imperatore riteneva irriducibile.

Il grande parco pubblico dell’Appia Antica
SIMONE QUILICI – Direttore del Parco archeologico dell’Appia antica
La via Appia, per il suo prestigio, per il rispetto, si può dire quasi per la venerazione che di per sé suscitava, è sempre stata oggetto di particolare attenzione, sin dall’età antica. È questa sicuramente la ragione principale per cui, malgrado tutte le distruzioni e le devastazioni che si susseguirono nei secoli, è stata possibile la sopravvivenza di un numero ancora così elevato di testimonianze distribuite lungo il suo tracciato. Nel 2016 è stato istituito il Parco Archeologico dell’Appia Antica, un Istituto del MiBACT dotato di speciale autonomia, che unisce insieme le competenze di una Soprintendenza unica con quelle di un museo, in un grande sforzo di coordinamento ed equilibrio tra le istanze della tutela archeologica, architettonica, paesaggistica ed artistica e quelle di valorizzazione.

Con contributi di storia dell’arte di Claudio Strinati
Herman Posthumus Tempus edax rerum
1536 Museo Liechtenstein
anteprime del passato di Andreas M. Steiner
Introduce e presenta Massimiliano Ghilardi

Primo appuntamento – 7 febbraio – video
Secondo appuntamento – 14 febbraio – video
Terzo appuntamento – 21 febbraio – video
Quarto appuntamento – 7 marzo
Quinto appuntamento – 28 marzo
Sesto appuntamento – 11 aprile

Il programma potrebbe subire variazioni

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