LUIGI PRESICCE | LE STORIE DELLA VERA CROCE
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LUIGI PRESICCE | LE STORIE DELLA VERA CROCE

Secondo capitolo del programma triennale Dispositivi sensibili. Mostra a cura di Angel Moya Garcia

09.02.2021 ─
02.05.2021
Mattatoio
Piazza Orazio Giustiniani, 4

Informazioni

Il progetto Le Storie della Vera Croce di Luigi Presicce è il secondo capitolo del programma triennale Dispositivi sensibili, ideato da Angel Moya Garcia per il Mattatoio di Roma e incentrato sulla convergenza fra metodi, estetiche e pratiche delle arti visive e delle arti performative, attraverso un modello di presentazione che si evolve costantemente.

Il progetto raccoglie un ciclo di dieci episodi, iniziato nel 2012 e intitolato Le Storie della Vera Croce, che compone un’unica grande opera esposta per la prima volta nella sua totalità. Dieci capitoli, formati da un totale di diciotto performance, che vengono presentati attraverso la loro documentazione video, realizzata inizialmente da Francesco G. Raganato e successivamente da Daniele Pezzi, in cui la pittura diventa tuttavia il centro nevralgico dell’impianto espositivo. Da questa articolazione iniziale si declina un palinsesto a scadenza settimanale conformato da sei tableaux vivants intorno a cui un numero preciso di artisti invitati creano delle sedute di pittura dal vivo, insieme a quattro dialoghi di approfondimento e una rassegna cinematografica.

Il ciclo Le Storie della Vera Croce trae la sua ispirazione dalle omonime vicende del Sacro Legno tratte da La Legenda Aurea di Jacopo Da Varagine (1228-1298) e dalla Sacra Bibbia. A questi due testi hanno fatto riferimento Agnolo Gaddi (1350-1396) e Piero Della Francesca (1416-1492) nella realizzazione di due dei più significativi cicli pittorici dell’arte italiana del ‘300 e del ‘400, rispettivamente in Santa Croce a Firenze e in San Francesco ad Arezzo. Luigi Presicce attraverso queste dieci tappe ripercorre e affronta su piani paralleli episodi della storia del Sacro Legno miscelati ad avvenimenti e personaggi storici e contemporanei di rilevanza socio-politica, simbologie alchemiche e di natura esoterica, senza risparmiare neanche il tema delle guerre scatenate dagli scontri tra religioni che hanno attraversato la storia. Le scenografie, volutamente incoerenti con l’epoca originale degli avvenimenti, costruiscono una successione di narrazioni anacronistiche attraverso quadri statici che ci osservano e ci invitano ad addentrarci in un immaginario estremamente singolare che coinvolge opposti quali percorso iniziatico e materialismo postmoderno, fede misterica e confutabilità scientista.

Seguendo una ricerca legata a media spesso molto differenti tra loro come la pittura e la performance e accostando mitologia, storia, superstizione e religione, il dispositivo di Luigi Presicce alterna la rappresentazione in formato video delle sue performance con una maniacale ricerca sulla pittura. Dallo spegnimento dei video nascono performance, incontri e proiezioni cinematografiche incentrate sulla pittura dal vivo e sui tableaux vivants, attraverso un’eclettica trama di citazioni e rimandi in cui l’artista mescola cultura popolare e culti misterici, folklore e sacralità, storia antica e contemporanea in modo completamente libero e autonomo.

L’artista da una parte dedica una costante attenzione all’uomo e alla sua ricerca verso l’immateriale, dall’altra propone una riflessione sul ruolo che la figura dell’artista, all’interno di questo percorso, assume. In questo modo, il padiglione 9B del Mattatoio si trasforma in uno spazio che invita il visitatore a costruire il proprio percorso iniziatico di attenzione alla storia, alla conoscenza e a un retaggio culturale ormai nebuloso, ma imprescindibile nella nostra definizione identitaria, che si staglia e ritorna attraverso una composizione estetica studiata con una minuziosa ossessione.

Il progetto Le Storie della Vera Croce si dilata ulteriormente attraverso un public program, ideato dall’artista Luigi Presicce, che prevede una serie di tableaux vivants, incontri di approfondimento, una rassegna cinematografica e giornate in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma si intersecano senza soluzione di continuità.

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