Mostre – Scilla e Cariddi è un progetto teatrale che rilegge il mito omerico attraverso una lente contemporanea. Due figure mitiche, condannate a essere mostri per sempre, prendono finalmente la parola e si scoprono sorelle nella stessa ferita: entrambe sono state mostrificate da un mondo che non tollera il femminile fuori misura. Troppo belle, troppo libere, troppo ambiziose, troppo desideranti, troppo fuori controllo. Troppo. Scilla è punita per la sua bellezza, per essere stata desiderata. Rimane fanciulla dal busto in su ma la sua sessualità viene deformata in violenza, trasformata in un corpo che divora con sei cagne all’altezza della vita.
Cariddi è punita per la sua fame – di terra, di mare, di potere – una voracità permessa agli uomini ma negata alle donne. La sua condanna è diventare inghiottimento eterno.
Nell’Odissea, Omero le descrive come minacce insormontabili, poste l’una di fronte
all’altra nello Stretto di Messina. Ulisse è costretto a passare tra loro, scegliendo quale pericolo affrontare: da una parte Scilla, “il mostro che ruba sei compagni d’un colpo, dalle sue gole spalancate”; dall’altra Cariddi, “il gorgo che tre volte al giorno inghiotte e tre volte rigetta il mare infinito”.
Il testo alterna linguaggi e ambientazioni: da una parte il mito con i monologhi Scilla e Cariddi, scritti in una lingua poetica e fisica, viscerale e sensuale; dall’altra il presente, in cui le due creature diventano specchio delle donne di oggi, mostri contemporanei raccontati dai media, dalla cronaca e dai social.
Il progetto nasce dall’esigenza di indagare la genealogia della mostrificazione del
femminile: un tema antico, che attraversa la mitologia, la religione, la politica e il corpo stesso della donna. Scilla e Cariddi non sono più trappole marine, ma voci vive: raccontano il prezzo di essere donne libere e immaginano la possibilità di una riscrittura della loro storia. Un rito teatrale che trasforma il mito in un atto politico e poetico.
Drammaturgia: Laura Pinato, Sebastiano Spada
Con Beatrice Ceccherini, Maria Chiara Pellitteri
Direzione artistica: Sebastiano Spada
Produzione: Effimera teatro srl
Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, è vincitore dell’Avviso Pubblico, curato dal Dipartimento Attività Culturali, per la concessione di contributi destinati a sale teatrali private con capienza inferiore a 100 posti aventi sede a Roma, per progetti di ricerca e sperimentazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo e della formazione. Stagione 2025/2026