Mozart a Roma
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Mozart a Roma

Un genio ragazzino e suo padre in viaggio lungo la Penisola, attraverso lettere e ricordi, incontro a cura di Fabio Benedettucci

12.04.2021 ORE 16:30

Informazioni

11 aprile 1770. È il mercoledì della Settimana Santa. A Roma piove da giorni, una pioggia fitta e insistente. Intorno a mezzogiorno una carrozza proveniente da Firenze, dopo cinque giorni di difficile viaggio, entra in città da porta Flaminia. A bordo ci sono un violinista di Augusta, Leopold Mozart, vicemaestro di cappella dell’Arcivescovo di Salisburgo, e suo figlio quattordicenne, Wolfgang Amadeus, un ragazzo prodigio, le cui doti di musicista erano già state apprezzate in varie corti europee. I due sono partiti da Salisburgo nel dicembre 1769, e hanno già soggiornato, tra l’altro, a Verona, Milano e Bologna. Quella stessa sera padre e figlio parteciperanno alla funzione in San Pietro, dove ascolteranno il celebre Miserere di Allegri, la cui partitura era vietato far uscire dal Vaticano. Tornati a casa, Wolfgang lo trascriverà per intero a memoria.

I due si fermano a Roma circa un mese e ci tornano a fine giugno per un paio di settimane. È l’ultimo soggiorno romano del grande musicista.

Fabio Benedettucci, storico dell’arte, ha lavorato per molti anni al Museo Napoleonico; attualmente cura la collezione di sculture del Museo di Roma. Borsista, in passato, presso la Fondazione Longhi di Firenze, è autore di numerosi studi scientifici apparsi in volumi e riviste.

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