In prima nazionale, il documentario scritto e diretto da Matteo Parisini offre un dialogo biografico e artistico tra padre e figlio
OLTRE IL CONFINE
Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice
Mimmo e Francesco Jodice davanti alle proprie storie: un padre e un figlio per la prima volta si incrociano in un dialogo aperto volto a indagare il confine tra pensiero artistico e vita quotidiana, universo familiare e dimensione creativa.
Dopo l’anteprima mondiale dello scorso autunno alla Festa del Cinema di Roma, il 30 gennaio alle ore 19, viene proiettato a Roma, in prima nazionale, nella Sala Squarzina del Teatro Argentina, Oltre il confine. Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice, il documentario scritto e diretto da Matteo Parisini e prodotto da Ladoc e Jump Cut con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e con il contributo di Film Commission Regione Campania, Fondazione Modena e Trentino Film Commission.
Il documentario, che arriva a tre mesi dalla scomparsa di Mimmo Jodice, traccia attraverso parole, opere e materiali d’archivio (pubblici e privati), il profilo artistico di uno dei più grandi maestri della fotografia italiana nel mondo, e lo mette in relazione con quello di Francesco Jodice, che sin dalla fine degli anni Novanta si è imposto sulla scena internazionale grazie ai suoi lavori rivolti alle metamorfosi del paesaggio sociale contemporaneo. Un mestiere d’arte trasmesso di padre in figlio, che nel confronto generazionale si scopre caratterizzato da procedure distinte eppure legato da un comune posizionamento poetico, mai didascalico, di fronte il reale.
Seduti attorno a un tavolo, dialogando davanti ai propri lavori, Mimmo e Francesco Jodice lasciano emergere dettagli, gesti e confessioni che superano il semplice racconto biografico e arrivano a costruire una lettura lunga sessant’anni di storia delle immagini e di trasformazione del linguaggio fotografico attraverso due generazioni.
Il contrappunto delle loro voci, così, restituisce l’incontro tra due visioni del mondo, due modi di intendere la fotografia: da un lato Mimmo, profondamente radicato a Napoli con una visione metafisica e di sperimentazione dell’immagine; dall’altro Francesco, guidato da una ricerca incentrata su geopolitica, culture antropologiche e grandi metropoli globali.
Due produzioni artistiche che, ricoprendo un arco di oltre cinquant’anni, si allargano dal privato al collettivo testimoniando come la fotografa sia capace di farsi bussola per attraversare il mondo che cambia e per rilanciare uno sguardo inedito sul reale che ci circonda.
Il programma potrebbe subire variazioni