PASOLINI E LE CENERI DI GRAMSCI. LA POESIA INCARNATA NELLA DOPO STORIA
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PASOLINI E LE CENERI DI GRAMSCI. LA POESIA INCARNATA NELLA DOPO STORIA

Conversazione di scena a cura di Giancarlo Sammartano

Nell'ambito di E’ UN BRUSIO LA VITA

02.11.2022 ORE 20:00 TEATRO DI VILLA LAZZARONI
Via Appia Nuova, 522

Informazioni

Questi 11 poemetti furono scritti da Pasolini durante la sua permanenza nelle borgate romane, dove lui visse in compagnia della madre in condizione economiche difficili, mentre scriveva i suoi primi romanzi ambientati nelle borgate di Roma. Questo libro di poesie risultò, fin da allora, nuovo e per certi versi sorprendente nel panorama poetico degli anni ’50. Sorprendente perché Pasolini usò di nuovo l’endecasillabo e la terzina che lui aveva ripreso dalla poesia del Pascoli e ciò in funzione anti ermetica e anti realistica di attualità in quegli anni. Ma il libro era nuovo anche per i contenuti, che si allontanavano completamente sia dall’ermetismo sia dal neorealismo, e sintetizzavano la sua condizione personale vissuta nelle borgate di Roma, ma rifondata e rinnovata tra cinico realismo e struggente lirismo.
A cura di Giancarlo Sammartano

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