PUPO DI ZUCCHERO

PUPO DI ZUCCHERO

Spettacolo liberamente ispirato a "Lo cunto de li cunti" di Gianbattista Basile. Testo e regia di Emma Dante

Nell'ambito di Teatro di Roma | Stagione 2022-2023

18.10.2022 ─
30.10.2022
Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina, 52

Informazioni

con Carmine Maringola (il Vecchio), Nancy Trabona (Rosa), Maria Sgro (Viola)
Federica Greco (Primula), Sandro Maria Campagna (Pedro), Giuseppe Lino (Papà)
Stephanie Taillandier (Mammina), Tiebeu Marc-Henry Brissy Ghadout (Pasqualino)
Martina Caracappa (zia Rita), Valter Sarzi Sartori (zio Antonio)

Lo spettacolo liberamente ispirato a Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, e diretto da Emma Dante, narra la storia di un vecchio che per sconfiggere la solitudine della sua vita, invita a cena, nella notte fra l’uno e il due novembre tutti i defunti della famiglia.
Il 2 novembre è il giorno dei morti. Un vecchio ‘nzenziglio e spetacchiato, rimasto solo in una casa vuota, prepara una pietanza tradizionale per onorare la festa. Con acqua, farina e zucchero il vecchio impasta l’esca pe li pesci de lo cielo: il pupo di zucchero, una statuetta antropomorfa dipinta con colori vivaci. In attesa che l’impasto lieviti richiama alla memoria la sua famiglia di morti. La casa si popola di ricordi e di vita: mammina, una vecchia dal core tremmolante, il giovane padre disperso in mare, le sorelle Rosa, Primula e Viola “tre ciuri c’addorano ‘e primmavera”, Pedro dalla Spagna che si strugge d’amore per Viola, zio Antonio e zia Rita che s’abboffavano ‘e mazzate, Pasqualino il figlio adottivo.
Uno spettacolo in perfetta armonia tra l’ineluttabilità della morte e l’umanità della vita, entrambi i temi emergono in ugual misura attraverso i ricordi del vecchio spetacchiato legato alla vita dalla nostalgia per quei morti che appaiono e si animano colorando la scena e raccontando il proprio vissuto.
Secondo la tradizione in alcuni luoghi del Meridione c’è l’usanza di organizzare banchetti ricchi di dolci e biscotti in cambio dei regali che, il 2 novembre, i parenti defunti portavano ai bambini dal regno dei morti. Durante il rituale, in quella notte, la cena era un momento di patrofagia simbolica; nel senso che il valore originario dei dolci antropomorfi era quello di raffigurare le anime dei defunti. Cibandosi di essi, era come se ci si cibasse dei propri cari.

costumi Emma Dante
sculture Cesare Inzerillo
luci Cristian Zucaro
assistente ai costumi Italia Carroccio
assistente di produzione Daniela Gusmano
coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma

produzione Sud Costa Occidentale
in coproduzione con Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Scène National Châteauvallon-Liberté /
ExtraPôle Provence-Alpes-Côte d’Azur / Teatro Biondo di Palermo / La Criée Théâtre National de
Marseille / Festival d’Avignon / Anthéa Antipolis Théâtre d’Antibes / Carnezzeria

e con il sostegno dei Fondi di integrazione per i giovani artisti teatrali della DRAC PACA e della Regione Sud

foto di Ivan Nocera

Il programma potrebbe subire variazioni

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