Quando gli sceicchi scrivevano in greco. Monumenti funerari da Palmira
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Quando gli sceicchi scrivevano in greco. Monumenti funerari da Palmira

Busti-ritratto ad alto rilievo provenienti da monumenti funerari della città-oasi di Palmyra, espressamente ispirati ai busti dell’arte greco-romana. Incontro a cura di Anna Maria Rossetti.

Nell'ambito di aMICi


Informazioni

Una esplicita testimonianza delle forti contaminazioni culturali e artistiche di una città di frontiera, importante e ricco snodo del commercio carovaniero.

Antichissima città-oasi nel deserto siro-arabico, le cui prime notizie risalgono agli inizi del II millennio a. C., Palmyra ebbe un notevole sviluppo in età ellenistica e romana a partire dal I secolo d. C., quando divenne un importante centro commerciale. Nei musei di tutto il mondo si conservano busti ad altorilievo provenienti dai monumenti funerari delle sue estese necropoli. Al pari di questi, gli esemplari del Museo Barracco (III sec. d. C.), vanno idealmente reinseriti nelle articolate architetture di cui facevano parte. Nel contempo, considerati singolarmente, sono uno straordinario esempio di contaminazione iranico-classica, documenti della coesistenza di carattere locale e forte assimilazione di elementi ellenistico-romani da parte della plutocrazia palmirena.

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