Quando la povertà diventa miseria, quando non resta che vendere se stessi – da Kaputt e La pelle di Curzio Malaparte
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Quando la povertà diventa miseria, quando non resta che vendere se stessi - da Kaputt e La pelle di Curzio Malaparte

Mise en espace

27.10.2026 ORE 18:00 Teatro di Villa Lazzaroni
Via Appia Nuova, 522 – Via Tommaso Fortifiocca, 71
Municipio VII

Nell'ambito di QUANDO ANCHE IL LAVORO È GUERRA - Una scena aperta per gli ultimi


Una partitura scenica che a partire da Kaputt, ritratto denso e coinvolgente dell’Europa in guerra tra il 1941 e il 1943, intreccia pagine della Napoli liberata de La Pelle, attraverso lo sguardo visionario di Curzio Malaparte, protagonista della narrazione nel suo ruolo di inviato e cronista e quindi di ufficiale di collegamento tra l’esercito italiano e gli alleati americani all’indomani dell’8 settembre 1943. Un fil rouge che oltre agli elementi autobiografici che vedono lo scrittore protagonista e testimone degli eventi, trova la sua ragione nell’implicito legame tra i due romanzi (Malaparte pubblicò Kaputt nel 1944 e poi, quasi a naturale compimento, La Pelle nel 1949) quali parti di un dittico che disegna e restituisce un affresco feroce, crudele, di un’umanità allo sbando.
«Lei conosce l’origine della parola kaputt? È una parola che proviene dall’ebraico koppâroth, che vuol dire vittima»

A cura di Alessia Oteri con Francesco Meriano, Sara Pecoraro, Teresa Santoro, Giulia Savelloni (attori under 35) e con Metis Teatro

Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE

Il programma potrebbe subire variazioni
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Ingresso

libero

A cura di

Fondamenta Srl