Estate Romana
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Quattro storie di donne
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Quattro storie di donne

La Casa del Cinema ed Ermitage Cinema propongono un ciclo di proiezioni dedicato a quattro donne dell'epoca del muto

18.03.2021 ─
08.04.2021


Informazioni

Un ciclo tutto “al femminile” con quattro grandi classici del cinema muto in versione originale pescati dal vasto archivio di Ermitage Cinema. Si comincia con La battaglia dei sessi di David W. Griffith (18 marzo); per poi proseguire con Carmen di Cecil B. DeMille (25 marzo), Lulù – Il vaso di Pandora di Georg Wilhelm Pabst (1 aprile) e Femmine folli di Erich Von Stroheim (8 aprile).

La rassegna cinematografica QUATTRO STORIE DI DONNE, anticipa il lancio del progetto, da parte della storica etichetta nota a tutti per la sua trentennale presenza sul mercato della musica di qualità e del cinema storico,  di una piattaforma dove racchiudere tutti i cataloghi del marchio mantenendo fede al punto fondante della propria mission ovvero rendere accessibile al grande pubblico prodotti culturali di qualità.

Dal 1 Aprile 2021, infatti, sarà finalmente online Ermitage TV con una programmazione giornaliera in free streaming e la possibilità di abbonarsi per accedere a tutti i contenuti on demand di musica classica e jazz, cinema e crossover. Un palinsesto giornaliero fatto di percorsi tematici, contenuti extra e guida all’ascolto che arricchiscono l’esperienza dell’utente.

LA RASSEGNA

18 marzo, ore 11 – LA BATTAGLIA DEI SESSI di David W. Griffith (1928)
Di questo film David W. Griffith realizzò ben due versioni, anche se la prima, del 1914, interpretata da Lilian Gish e Donald Crisp, è andata quasi completamente perduta. Questo remake realizzato nel 1928 è strutturato come una commedia, completa di didascalie spiritose e progettata quasi unicamente con lo scopo di divertire. Esemplare della differenza di registro tra le due versioni è la scelta del nuovo cast.

Il marito allontanatosi, che nel film del 1914 era il massiccio Donald Crisp, nel 1928 è interpretato dal piccolo, tozzo, vulnerabile e spesso ridicolo Jean Hersholt. La “tentatrice” del 1914, nell’interpretazione della giovane Fay Tincher, per quanto affascinante, rimaneva una figura di scarso peso. Nel 1928, affidato alla bionda bomba del sesso Phyllis Haver, il personaggio diventa l’elemento clou del film. Griffith, che naturalmente non abbandona del tutto il proprio sistema di valori, a metà vicenda però decide di mutare registro perché il danno patito dalla famiglia del traditore mal si presta ai toni della commedia.

25 marzo, ore 11 – CARMEN di Cecil B. DeMille (1915)
Nella sterminata filmografia di Cecil B. DeMille, che conta ben 78 pellicole comprese tra il 1914 e 1958, di “Carmen”, dall’opera di Bizet, per moltissimo tempo si era perduta ogni traccia . Il ruolo della protagonista, la gitana Carmen, libera e volubile, di cui si innamora il nobile don Josè, che arriverà a uccidere per lei, fu affidato a Geraldine Farrar, all’epoca prima donna del Metropolitan di New York. Sguardo provocante, bocca sottile e occhio languido, la Farrar è la splendida interprete della versione di DeMille, ispirata dalla novella di Mérimée e destinata ad essere ripresa innumerevoli volte sullo schermo negli anni a venire.

1 aprile, ore 11 – LULU’  – IL VASO DI PANDORA di Georg Wilhelm Pabst (1928)
Un autentico capolavoro del cinema ispirato alle due opere teatrali di Frank Wedekind, Il vaso di Pandora e Lo spirito della terra, che al momento della loro pubblicazione vennero definite immorali. Anche il film, alla sua uscita, fece enorme scalpore, pur costituendo una delle vette del cinema di Pabst “per il complesso equilibrio tra seducente sensualità e tragico senso dell’innocenza”. La forza del film nasce principalmente dall’incontro del talento di Pabst con la presenza magica dell’americana Louise Brooks, dal leggendario casco di capelli neri. Lulù, fioraia ambulante, giovane e bella, innocente e perversa, figlia di un mendicante, intrattiene rapporti altalenanti con diversi uomini: lo speculatore altoborghese Shön, l’atleta e saltimbanco Rodrigo, il giovane figlio di  Shön, il vecchio protettore Schilgoch. In Lulù tutti si perdono poiché il suo istinto non conosce mascheramenti, e gli uomini che si imbattono in lei vi riconoscono le falsità delle loro vite e la propria perdizione. Dopo le drammatiche peripezie, la vita sempre in fuga di Lulù terminerà a Londra dove, ridotta ad adescare clienti per strada, cadrà sotto i colpi di Jack lo Squartatore.

8 aprile, ore 11 – FEMMINE FOLLI di Erich Von Stroheim (1921)
A Kronberg, capitale di un piccolo regno dell’Europa centrale, Patricia (detta Kitty) Kelly (G. Swanson), orfana cresciuta in un convento di suore, è rapita e sedotta dal principe Wolfram (W. Byron), fidanzato della monarca Regina V (S. Owen) che, scoperti i due amanti, la scaccia a scudisciate. Kitty parte per l’Africa, chiamata dalla zia (S. Ashton) moribonda. Prima di lasciarle in eredità il suo bordello, la zia la obbliga però a sposare un vecchio invalido lubrico (T. Marshall), che muore subito dopo il matrimonio.

Il film – di cui esistono nelle cineteche europee e americane varie copie, ciascuna diversa dalle altre – ha una travagliata storia produttiva poiché la lavorazione fu interrotta per il panico suscitato dall’avvento dei primi film sonori quando von Stroheim aveva finito di girare soltanto la parte europea. Negli anni Novanta, è stata approntata questa edizione critica in cui la parte africana è ricostruita con foto di scena e didascalie.

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