Raccontare le mostre: la Signora dell’arte
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Raccontare le mostre: la Signora dell’arte

La collezione di Bianca Attolico da Mafai a Vezzoli, incontro a cura di Ludovico Prates

23.02.2021 ORE 16:30

Informazioni

Bianca Attolico (1931-2020), è stata la Signora dell’arte contemporanea italiana e  ha rappresentato un importante riferimento in questo mondo. Il suo modo di selezionare le opere, istintivo e razionale al tempo stesso, ha fatto sì che scegliesse sempre artisti che avessero emozioni forti da raccontare. L’incontro presenta la mostra, in corso al Casino dei Principi a Villa Torlonia, dedicata al profilo e alla personalità di una collezionista d’arte con interessi molto ampi, che vanno dalla Scuola Romana alle ultime generazioni.
L’esposizione riunisce circa sessanta opere della collezione che ripropongono l’atmosfera intima e domestica dell’appartamento romano della collezionista. Il percorso espositivo si apre al piano terra, con le opere dei maestri della prima metà del Ventesimo Secolo come Giacomo Balla, Giorgio de Chirico o Giorgio Morandi. Segue la sala dedicata agli artisti degli anni Cinquanta e Sessanta tra i quali Alberto Burri, Pino Pascali e Mario Schifano, per proseguire con gli anni Settanta e l’Arte Povera. Al secondo piano la mostra documenta l’arte dagli anni Ottanta a oggi, per testimoniare l’apertura di Bianca Attolico verso le ricerche sperimentali di artisti italiani e stranieri.
L’incontro è valido per la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola sulla piattaforma S.O.F.I.A. del MIUR, nell’ambito delle iniziativa formative La città contemporanea e Raccontare le mostre.

Ludovico Pratesi è curatore e critico d’arte. Collabora con il quotidiano La Repubblica, con Artribune Exibart. Docente di Didattica dell’arte all’Università IULM, è direttore artistico di Spazio Taverna e della Fondazione Guastalla per l’arte contemporanea. È stato Direttore artistico del Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro fino al 2017. Ha pubblicato una serie di saggi editi da Castelvecchi tra i quali Arte come IdentitàPerché l’Italia non ama più l’arte contemporanea e L’arte di collezionare arte contemporanea nel mondo globale.

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