ESTATE ROMANA
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Ruediger Glatz. Reflecting Pasolini

Ruediger Glatz. Reflecting Pasolini

Prima mostra personale italiana del fotografo tedesco con oltre 60 immagini in bianco e nero dedicate a Pier Paolo Pasolini, a cura di Alessio de’Navasques

08.07.2022 ─
04.09.2022
Palazzo delle Esposizioni
Via Nazionale, 194

Informazioni

Attraverso una visione clinica, quasi scientifica – che sembra rievocare la tradizione fotografica tedesca della Subjektive Photographie – l’artista incontra il grande intellettuale italiano in un processo di avvicinamento, di rifrazione e riflessione.

Ruediger Glatz ha documentato la forza dell’assenza nella performance Embodying Pasolini, ospitata al Mattatoio nel Giugno 2021, in cui la performer e attrice di fama internazionale Tilda Swinton e il curatore e storico della moda Olivier Saillard, hanno indagato, nella monumentalità scultorea dei costumi di Danilo Donati, la memoria dei personaggi pasoliniani. Un ciclo completo di fotografie rievoca l’esperienza performativa del Mattatoio, come una “stanza” temporale: attraverso l’uso di esposizioni prolungate o multiple, la lente di Glatz ha registrato il pathos e la trasfigurazione dell’attrice, restituendone l’immagine in sdoppiamenti e riflessi.

Il momento della performance e il magnetismo della stessa Swinton, diventano un dispositivo che feconda la creatività del fotografo, innescando un processo di conoscenza dell’opera di Pasolini, nel riverbero di questa azione. Da qui, il titolo della mostra Reflecting Pasolini e l’idea del progetto, che ha portato Ruediger Glatz a girare l’Italia ricostruendo un vero e proprio percorso emotivo, nel confronto tra passato e presente.

Nel ciclo di fotografie On PPP, Ruediger Glatz ricompone così il suo personale itinerario di geografie, emozioni, ispirazioni: osservando nella pittura di Piero della Francesca ad Arezzo e di Giotto ad Assisi quel senso nitido e primitivo del sacro che aveva ispirato Pasolini per Il Vangelo Secondo Matteo; camminando per il quartiere del Quadraro o di Centocelle a Roma, ritrovando le vie di Mamma Roma o di Accattone, ma anche evocando la dimensione intima e letteraria di luoghi come la casa bolognese – dove il poeta nacque – o la Torre di Chia, l’amato rifugio dove scrisse Petrolio.

Il programma potrebbe subire variazioni

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