Venerdì 17 ottobre ore 21
Anime migranti Compagnia Atacama
Coreografia e regia: Patrizia Cavola, Ivan Truol Con: Marco Cirignotta, Matteo Di Ciommo, Francesco Vitale Farris, Valeria Loprieno, Giada Manno, Iris Morello Musiche originali: Epsilon Indi Costumi: Milena Corasaniti Disegno luci: Ivan Truol
Il progetto coreografico esplora il concetto di abitare, inteso non solo come uno stare in uno spazio, ma come un esserci pienamente, in relazione con ciò che ci circonda. Abitare è una condizione essenziale dell’esistenza umana: significa costruire legami, lasciare tracce, farsi attraversare dalle memorie e dalle energie dei corpi e dei luoghi. Ma abitare significa anche muoversi, attraversare confini, cercare altrove uno spazio da chiamare casa. Lo spettacolo si interroga sul senso dell’abitare in un mondo in cui milioni di persone sono in cammino. Un pianeta in cui si può essere cittadini del mondo, abitare spazi lontani dalle proprie radici, incontrare altre culture, altre visioni, altre spiritualità, altri modi di stare al mondo. Un migrare che non si limita alla dimensione geografica, ma si apre all’incontro con l’altro, al dialogo tra culture, alla possibilità di riconoscersi nell’altro.
Sabato 18 ottobre ore 21
Hermanos en el Flamenco Compagnia Algeciras Flamenco
Coreografia e regia: Francisca Berton Corpo di ballo: Algeciras Flamenco Musica dal vivo
Uno spettacolo di Flamenco – modello armonico di tolleranza, scambio e convivenza tra tradizioni gitane, cristiane, arabe, sefardite – dove, musica e danza sono uniti nella rappresentazione dell’incontro di identità culturali differenti ma ricche di matrici comuni, nel tentativo oltre che di manifestare la possibile coesistenza di differenti linguaggi d’arte, soprattutto la possibile e, in taluni casi necessaria, convivenza di dialogo tra le culture.
Domenica 19 ottobre ore 19
Il viaggio di Francesco Drammaturgia e regia: Pino Quartullo
Con: Enrico Oetiker, Roberto Fazioli, Massimiliano Viola, Giorgio Melone, Gaetano Marsico, Simone Sabia, Rachele Sarti Costumi: Vania Della Bidia Light designer: Fabrizio Mecci Movimenti coreografici: Maria Luisa Rubulotta Elementi scenici: Michelangelo Raponi Aiuto regia: Giovanni Bertoletti
Liberamente tratto da La sapienza di un povero di Éloi Leclerc, lo spettacolo racconta l’ultimo periodo della vita di Francesco, quando il Santo cerca di ritrovare il suo rapporto con Dio, lotta con sé stesso, predica e impone l’essenziale. Per la prima volta Francesco mette in dubbio la sua fede mentre incentiva quella degli altri. Il suo amore per la natura, la ricerca dei percorsi più impervi, racconta l’incontro dell’ecologia interiore con l’ecologia esteriore e il rapporto tra Cielo e Terra, da cui nascono tutte le cose. L’universalità del suo messaggio d’amore, l’umiltà, la compassione, la fraternità, la pace e la giustizia toccano sempre più il cuore di persone di diverse culture e tradizioni religiose.
Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, è vincitore dell’Avviso Pubblico Artes et Iubilaeum – 2025, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU per grandi eventi turistici nell’ambito del PNRR sulla misura M1C3 – Investimento 4.3 – Caput Mundi
Il programma potrebbe subire variazioni