SOIRÉE STRAVINSKIJ

SOIRÉE STRAVINSKIJ

Il coro e le percussioni dell’Accademia inaugurano la stagione da camera con un concerto dedicato a Stravinskij

Nell'ambito di Accademia Nazionale di Santa Cecilia | 2022 - 2023


Informazioni

Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Ensemble di Percussioni di Santa Cecilia
Pianisti dei Corsi di Alto Perfezionamento
direttore Piero Monti
soprano Anna Samuil
mezzosoprano Anna Goryachova
tenore John Irvin
basso Alexander Teliga
pianoforti Viviana Lasaracina, Leonardo Pierdomenico, Gesualdo Coggi, Federico Nicoletta, Costanza Principe,
Oxana Shevchenko

percussioni Edoardo Giachino, Andrea Santarsiere, Davide Tonetti, Salvatore Alibrando, Giuseppe Zeverino, Carlo Alberto Chittolina, Andrea Carattino, Andrea Tiddi, Isabella Rosini, Gabriele Genta, Marco Crivelli, Giulio Cintoni, Giuseppe Mele

PROGRAMMA

Stravinskij Sinfonia di Salmi – trascrizione per pianoforte a quattro mani di Šostakovič
Varèse Ionisation
Stravinskij Les noces, scene coreografiche russe

Inaugurazione per la Stagione da Camera 2022-2023 con il Coro, l’Ensemble di Percussioni e sei giovani promesse del pianoforte che frequentano i Corsi di perfezionamento dell’Accademia, tutti diretti da Piero Monti per un programma che impagina la Sinfonia di Salmi (nella trascrizione di Šostakovič per pianoforte a quattro mani) e Les noces di Stravinskij, oltre a Ionisation di Varèse. Apre la serata la Symphonie de Psaumes – forse il massimo capolavoro del periodo creativo chiamato “neoclassico” – composta nel 1930 su richiesta di Sergej Kusevickij per il cinquantesimo anniversario della fondazione della Boston Symphony Orchestra, un lavoro di straordinaria compattezza dove la tematica religiosa diventa per il compositore occasione di profondo impegno espressivo. I testi delle tre sezioni sono tratti dalla Vulgata (la traduzione in latino della Bibbia dall’antica versione greca ed ebraica) e, secondo quanto dichiarato dallo stesso compositore, rappresentano un’implorazione, un ringraziamento, un inno di adorazione composti “per la gloria di Dio” (come Stravinskij precisò nella partitura), un percorso spirituale che dalla supplica giunge alla lode passando attraverso la speranza e la fede.

Segue Ionisation, il più celebre brano del compositore Edgard Varèse, francese di nascita ma americano di adozione. Le percussioni sono state il “primo strumento” del compositore, che nel 1892 si trasferì a Torino dove studiò armonia e contrappunto con Giovanni Bolzoni, direttore del Teatro Regio, e che per un breve periodo scritturò il giovane compositore come percussionista nell’Orchestra del Regio. E la predilezione di Varèse per questa ricca famiglia strumentale non lo abbandonò più. Ideato a Parigi tra il 1929 e il novembre del 1931, Ionisation – tra i primi brani composti per sole percussioni – ebbe la sua première alla Carnegie Hall di New York il 6 marzo del 1933 diretto da Nicolas Slonimskij e nella versione originale prevede l’impiego di 13 esecutori e circa 40 percussioni. Una curiosità: il titolo Ionisation fu ispirato a Varèse dal libro dell’astrofisico inglese Jean Eddington, Stelle e atomi (1926) in cui l’autore espone il processo della ionizzazione, ovvero la trasformazione di una sostanza in ioni.

Chiudono la serata le scene coreografiche russe con canto e musica Les noces, iniziate da Stravinskij nel 1914 (e terminate nel 1923; la prima esecuzione ebbe luogo a Parigi, per opera dei Balletti russi, il 13 giugno del ‘23) sulla scorta di alcuni canti popolari raccolti da Aleksandr Afanaseev e Pëtr Kireevskij. La Cantata si articola in due parti, la prima delle quali è composta da tre scene (Nella casa della sposa, Nella casa dello sposo, La partenza della sposa) dove prevale la ritualità dei lamenti e delle preghiere mentre la seconda parte, Il banchetto di nozze, è dedicata all’allegria confusionaria degli ospiti del banchetto. Nonostante la presenza delle quattro voci soliste, l’identificazione di un personaggio con un cantante non è costante: talvolta la parte è affidata al coro oppure a un ensemble ristretto o, ancora, la sposa è interpretata dal basso ecc. L’essenzialità e l’originalità della scrittura e dell’orchestrazione, con le percussioni che assumono funzione tematica e il ritmo che costituisce il vero fondamento strutturale della composizione, fanno delle Nozze un punto nodale nella produzione di Stravinskij. Le parti solistiche sono affidate ad Anna Samuil (soprano), Anna Goryachova (mezzosoprano), John Irvin (tenore) e Alexander Teliga (basso).


Il programma potrebbe subire variazioni

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