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Synesthesia

Synesthesia

Una sfera irregolare e morbida con effetti fluttuanti di luce e suono che invitano il visitatore ad avvicinarsi per intraprendere una conversazione sensoriale con l’oggetto e l’ambiente


Informazioni

Si chiama Synesthesia l’installazione multisensoriale e interattiva itinerante che arriva per la prima volta a Roma, nella Grande Aula dei Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, a pochi mesi di distanza dalla presentazione all’European Cultural Center nell’ambito della XVII Biennale di Architettura di Venezia 2021 e dall’esposizione al Teatro Comunale del Pireo di Atene, in Grecia. Prima di viaggiare in Europa, il progetto ha inaugurato la MICRO•GALLERY, spazio sperimentale della galleria d’arte HOT•BED di Philadelphia.

L’installazione è il frutto di un ampio lavoro di ricerca portato avanti dai curatori Severino Alfonso e Loukia Tsafoulia, con l’intento di sviluppare nuove metodologie che sappiano mettere in relazione l’individuo con il suo ambiente attraverso l’utilizzo e l’incontro di pratiche quali il design interattivo e le scienze della salute emergenti.

Il titolo Synesthesia è usato simbolicamente per evocare il senso di un luogo che riunisce vista, sensazione, movimento, tatto, memoria e percezione.
Formalmente concepita come una sfera irregolare – un nucleo centrale di proiezioni multiple a struttura informe – l’installazione agisce dapprima attirando la curiosità del visitatore sulla sua geometria distorta, sulla sua forma trascendente che contrasta con lo spazio circostante: gli effetti fluttuanti di luce e suono invitano l’osservatore ad avvicinarsi e impegnarsi in una “conversazione sensoriale”. Si attiva quindi un’interazione, tra l’interfaccia e il soggetto invitato a indirizzare lo sguardo all’interno dei portali che si aprono sulla superficie morbida per osservare i complessi sistemi interni della sfera: gli occhi di chi osserva diverranno a loro volta soggetto osservato, catturato e proiettato in tempo reale sulla superficie esterna della sfera stessa, che si trasformerà così in un cinema tridimensionale “vivo” in cui il filmato osserva a sua volta i propri visitatori.

Il programma potrebbe subire variazioni

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