Compagnia Coriolis • URUGUAY
TRAPOS
tre anziani e un cane contro la morte
regia, drammaturgia e interpretazione Maru Fernández, Gerardo Martínez
costumi Mariana Dosil
sound design Leandro Sabino, Mai Prieto
tecnica e disegno luci Lucía Tayler
progettazione e realizzazione degli oggetti scenici Coriolis
durata 45’
tecnica: teatro d’oggetti – senza parole
Nel volgere delle stagioni, attorno a una panchina di piazza, tre anziani e un cane irrequieto condividono piccoli riti quotidiani e tengono testa, con ironia e complicità, a una Morte sempre in agguato. Un delicato teatro d’oggetti senza parole che, con immagini semplici e profonde, celebra la vitalità, l’amicizia e il coraggio di vivere fino all’ultimo istante.
La vicenda si dispiega nell’arco di un anno. Le stagioni si alternano attorno a una panchina, in una piazza qualsiasi: uno spazio quotidiano, apparentemente immutabile, che diventa il centro di un piccolo universo umano.
Qui si ritrovano tre anziani ottantenni e un cane irrequieto e imprevedibile. Si incontrano, si punzecchiano, litigano, si sostengono. Tentano, ciascuno a modo proprio, di convivere e di condividere il tempo che resta. Nel lento scorrere delle stagioni, tra rituali ostinati, abitudini rassicuranti e minimi conflitti, si affaccia una presenza costante: la Morte. Non come astrazione, ma come personaggio in scena. Osserva, si avvicina, tende agguati, cambia strategia. È lì, sempre pronta a reclamare ciò che le spetta. Eppure, i tre anziani — insieme al cane — non si arrendono. Fuggono, la ignorano, la sfidano apertamente o la deridono con ironia. Ogni gesto è un atto di resistenza, un modo per affermare la vitalità che ancora li attraversa.
TRAPOS costruisce immagini semplici e insieme profonde, capaci di evocare la fragilità dell’esistenza, la forza delle consuetudini, il valore delle piccole cose. In scena convivono rabbia e tenerezza, amicizia e solitudine, musica e silenzio. Senza parole, lo spettacolo parla a spettatori di tutte le età. Attraverso il teatro di oggetti, affronta con leggerezza e delicatezza il tema del tempo che passa e dell’inevitabilità della fine, trasformando una riflessione universale in un’esperienza poetica e condivisa.
Il programma potrebbe subire variazioni