Contemporaneamente Roma
Contemporaneamente Roma
Una nuova élite per la Capitale
GRATUITOONLINE

Una nuova élite per la Capitale

Conferenza online sulla piattaforma Google Suite a cura di Cecilia Dau Novelli

Nell'ambito di Per i tuoi 150 anni. Conferenze su Roma Capitale (1870-1915)

24.06.2021 ORE 17:30

Informazioni

La sfida del governo italiano non fu semplicemente quella di realizzare interi quartieri ma di creare una nuova classe in grado di gestire la capitale e il paese. Non solo una città di pietre ma anche una città di uomini: gli italiani appena arrivati, gli esuli romani scappati altrove, i papalini tenacemente fedeli al pontefice. La borghesia già affermata del Nord e l’aristocrazia terriera del Sud scoprirono improvvisamente di avere in comune una città, che non era ancora capitale, ma che era certamente già un mito. Si partiva in pratica da zero, giacché Roma aveva una élite non solo premoderna, ma sostanzialmente residuale rispetto alla società borghese emergente. La nobiltà romana, infatti, esercitava un potere quasi esclusivamente economico, essendo esclusa completamente da quello politico, appannaggio unico dell’élite ecclesiastica. Lo stesso esercizio di questo potere era in qualche modo marginale rispetto allo sviluppo, perché restava legato, quasi completamente al settore agricolo, vista la scarsissima propensione imprenditoriale della città.
La nuova capitale, dunque, nacque ferita nella sua identità da una spaccatura apparentemente insanabile, che si dovette lentamente rimarginare realizzando una difficile integrazione tra le sue due anime. Ancora di più, nasceva priva di un’élite perché né la classe dirigente “piemontese”, i nuovi arrivati insieme innovatori e miscredenti, quasi dei nuovi barbari che venivano a occupare la città, né tanto meno la vecchia élite aristocratica abbarbicata alle vestigia dell’antico splendore e ostile alle novità, marginale ed estranea rispetto allo sviluppo economico, rappresentavano la realtà della nuova Italia che si andava costruendo. Ancora meno il popolino, incapace di diventare classe media, e per questo disprezzato dalle efficienti élite settentrionali e anomalo rispetto all’analogo e laborioso ceto medio borghese delle altre città italiane. Fra questi mondi, messi in comunicazione dalla Breccia aperta nelle Mura Aureliane, sarebbe dovuta nascere la nuova élite cittadina e italiana.  Solo l’osmosi tra i due gruppi, ancorché difficile, avrebbe potuto creare una nuova classe dirigente strategicamente fondamentale per l’intero paese.


Cecilia Dau Novelli
è professore ordinario di Storia contemporanea nel Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Cagliari. Si è occupata di storia delle élite e di storia sociale su Roma ha scritto: La città nazionale. Roma capitale di una nuova élite (1870-1915), Roma, Carocci 2011; e Nascita di una capitale. Roma dal mito alla realtà, (1870-1915), Roma, Castelvecchi, 2020.

...Leggi tuttoLeggi meno...

Nell'ambito di

Per i tuoi 150 anni. Conferenze su Roma Capitale (1870-1915)
GRATUITOONLINE

Per i tuoi 150 anni. Conferenze su Roma Capitale (1870-1915)

Per il 150° anniversario della proclamazione di Roma Capitale la Sovrintendenza Capitolina organizza un ciclo di conferenze online in collaborazione con le Biblioteche di Roma e la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea

16.06.2021 ─
13.12.2021