Estate Romana
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“Albania, si gira!” Festival del cinema albanese 3° Edizione – Transizioni
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“Albania, si gira!” Festival del cinema albanese 3° Edizione – Transizioni

Festival del Cinema Albanese “Albania, Si Gira!”, selezione esclusiva di film albanesi, italiani e internazionali ispirati agli eventi che hanno maggiormente condizionato la storia degli albanesi nel periodo contemporaneo

01.07.2021 ─
04.07.2021
Casa del Cinema
Largo Marcello Mastroianni, 1

Informazioni

Il Festival si svolge alla Casa del Cinema a Villa Borghese di Roma la terza edizione del Festival del Cinema Albanese. L’associazione CulturalPro, promotrice dell’iniziativa, prosegue il ciclo dedicato alle “Transizioni” politiche, sociali e culturali albanesi. Quest’anno saranno proiettati sedici film di autori albanesi, italiani, italo-albanesi e internazionali. Come nelle edizioni precedenti, ogni serata prevede un dibattito per approfondire le tematiche trattate dai film.
Il 1° luglio, nella serata introduttiva, saranno presentati due film che parlano di viaggi tra Italia e Albania nel periodo comunista e in quello contemporaneo. Si può in tal modo riflettere su come siano cambiate le relazioni tra i due Paesi e le diverse aspettative che gli albanesi riponevano nell’Italia. Si inizia alle 21.00 con “Open door” di Florenc Papas, un dramma incentrato sulla storia di due sorelle la cui vita è condizionata dai dai retaggi della tradizione e del capitalismo post-transizione. Segue alle 22.30 “Il duello silenzioso”, di Dhimitër Anagnosti, un noir che racconta le vicende di alcuni dissidenti politici che cercano di fuggire in Italia poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
La programmazione del 2 luglio avrà inizio alle ore 16.00 con il film “Debatik” di Hysen Hakani. La pellicola è ambientata nel 1942, quando l’Albania era stata annessa all’Italia fascista e omaggia il contributo dato alla resistenza da un gruppo di ragazzi. Il pomeriggio prosegue con altre opere incentrate sul tema della violenza coloniale, totalitaria e transizionale. Alle ore 17.20 viene proiettato il film “La grotta dei pirati” di Eduard Makri, pellicola uscita nel 1990 che narra l’Albania nel periodo compreso tra gli ultimi mesi del regime comunista e l’inizio della transizione. Alle 18.50 il film “Il proiettile di plastilina”, di Petrit Ruka e Artan Minarolli, che mostra com’era cambiata il Paese dopo la fine della dittatura soffermandosi sugli effetti della cultura di massa. In serata proiettano “Neverland” di Erald Dika (alle 21.00) e “Notte senza luna” di Artan Minarolli (22.15). Entrambi i film narrano storie di giovani alle prese con la pericolosa situazione che si era creata in Albania negli anni Novanta.
La giornata di sabato 3 luglio è dedicata al tema del colonialismo italiano e degli effetti a breve e lungo termine che esso ha avuto sull’Albania. Alle 16.00 viene proiettato “Il Cavaliere di Kruja” di Carlo Campogalliani, opera uscita nel 1940 per propagandare l’invasione e l’annessione italiana. In seguito, alle 17.30, mostreremo “Lamerica” di Gianni Amelio, uno dei pochi registi italiani che ha considerato la relazione intercorrente tra l’invasione italiana dell’Albania nel 1939 e l’emigrazione albanese verso l’Italia nel 1991. Il programma prosegue alle 21.00, con “Ospiti” di Matteo Garrone che in questo film ritrae l’esperienza della migrazione albanese attraverso il punto di vista e la voce dei protagonisti. La serata si conclude con la proiezione alle 22.10 de “Il secondo novembre” di Viktor Gjika, film epico del periodo comunista, che racconta il difficile processo di formazione dello Stato-nazione albanese seguendo la storia della dichiarazione d’indipendenza del 1912.
L’ultima giornata è dedicata a tematiche inerenti la tradizione e la trasgressione. Il programma si apre alle 16.00 con “Il matrimonio di Lorna” dei fratelli Jean-Pierre e Luc Dardenne. L’opera racconta le vicende di una ragazza albanese alle prese con le istituzioni belghe e reti transnazionali di criminalità organizzata. Alle 18.15 viene proiettato il documentario “Io sono una burnesha” di Eva de Prosperis, Eleonora Tozzi, Gennaro Apuzzo. Il film offre una prospettiva diretta su un’usanza, quella dei/delle “burrneshë“, e che permette e/o impone alle donne di assumere un’identità maschile. La stessa tradizione è l’oggetto principale del film “Vergine giurata” di Laura Bispuri in programma alle 18.45. La visione dell’opera ci consente vedere come le transizioni di genere siano tanto il risultato di un’imposizione quanto una forma di trasgressione. Alle 21.00 il pubblico può vedere “Perché suona questo tamburo?” di Piro Milkani, che è concerne gli effetti delle politiche culturali e sociali del regime comunista albanese sulle realtà rurali locali. L’opera conclusiva di questa edizione del festival è “La casa di Aga”, di Lendita Zeqiraj, che racconta il difficile inizio dell’adolescenza del protagonista Agim (Aga).
Il progetto è curato dal Dipartimento Attività Culturali ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

E grazie al supporto tecnico dell’Archivio Centrale di Stato del Cinema d’Albania, il Centro Nazionale della Cinematografia Albanese, il Ministero della Cultura Albanese; la collaborazione de la CSC- Cineteca Nazionale, l’Istituto Luce – Cinecittà; e il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Albania in Italia e l’Ambasciata della Repubblica del Kosovo in Italia.

Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Estate Romana 2020-2021-2022

Il programma potrebbe subire variazioni

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