Un testo inedito del grande scrittore norvegese per la prima volta in Italia, sulla fame che da bisogno primario assume una natura metafisica. Una riflessione potente, onirica e poetica sulla marginalità sociale e la deprivazione, ma anche un apologo sulla solidarietà umana.
La rassegna prevede una call per il Laboratorio di Formazione rivolto ad attori e attrici under 35 finalizzato allo spettacolo aperto al pubblico con repliche.
Ylajali è un testo inedito di Jon Fosse, Premio Nobel per la Letteratura 2023, ispirato al celebre romanzo Fame di Knut Hamsun.
Al centro dell’opera vi è la fame: inizialmente bisogno primario e fisiologico, essa assume progressivamente una dimensione metafisica, poetica e onirica, incarnata nella misteriosa figura femminile di Ylajali. Il protagonista, un giovane scrittore, vaga per le strade di una città spettrale con una coperta sotto il braccio. Affamato, senza casa e in condizioni di estrema precarietà, cerca disperatamente qualcosa da mangiare. In una lotta incessante contro l’indifferenza del mondo e contro la propria miseria, tenta di preservare la dignità e il senso della propria esistenza. Nel suo peregrinare incontra una serie di figure marginali e istituzionali, tutte interpretate da un unico personaggio, il Vecchio Uomo: barboni, poliziotti, impiegati e borghesi. Quando nella sua vita compare Ylajali, giovane donna enigmatica e sfuggente, il protagonista intravede una possibilità di salvezza, un ideale d’amore e una luce capace di illuminare il buio della sua condizione.
Fra il Giovane, Ylajali e il Vecchio Uomo si sviluppa un dramma sotterraneo, una danza tragica e insieme grottesca, dominata dalla presenza della Fame che consuma lentamente il protagonista.
Come accade spesso nella drammaturgia di Fosse, realtà e sogno, memoria e allucinazione, passato e presente si intrecciano in un continuum inquietante e sfuggente. La domanda che attraversa l’intera opera resta aperta: chi è davvero Ylajali? È la fame stessa? Un desiderio? Una promessa di redenzione?
L’opera offre una potente riflessione sulla marginalità come condizione esistenziale e affronta temi di straordinaria attualità: la povertà estrema, la perdita della casa, l’isolamento sociale e la lotta per conservare la propria umanità. La fame del protagonista non è soltanto fisica, ma diventa simbolo di esclusione, solitudine e mancanza di appartenenza, rispecchiando le nuove forme di fragilità che attraversano le periferie urbane contemporanee.
Attraverso una struttura narrativa onirica, scandita da ripetizioni e continui slittamenti temporali, Fosse costruisce un intenso parallelo tra la crisi individuale del giovane scrittore e le profonde ferite sociali del nostro tempo.
La manifestazione si svolge in vari luoghi raggiungibili con i seguenti mezzi pubblici:
TEATRO DELLA VISITAZIONE Metro B fermata PIETRALATA – BUS: 163, 211, 309
TEATRO TOR BELLA MONACA Metro C fermata TORRE ANGELA – Metro A ANAGNINA poi BUS 20 express
TEATRO DELLA DODIESIMA Metro B fermate LAURENTINA/FERMI -BUS: 706, 705
Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE.
Il programma potrebbe subire variazioni