
GRATUITO
28.02.2025 ─
31.03.2025 Centro Culturale Artemia
Via Amilcare Cucchini, 36/38/40 Municipio XI
31.03.2025 Centro Culturale Artemia
Via Amilcare Cucchini, 36/38/40 Municipio XI
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Paola Alviano Glaviano, artista in perenne ricerca ed elaborazione, ci conduce attraverso l’esposizione delle sue ultime 18 opere, di cui 10 su Forex e 8 su tela, realizzate con tecnica mista e base fotografica su tela e Forex, in un viaggio seduttivo attraverso i miti, con cui i popoli connotavano la realtà, ed essendo la fluidità loro caratteristica, l’artista interviene altrettanto fluida quanto incisiva sull’immagine simbolica della tessitura, tributando attenzione ed omaggio al Neo Figurativismo, in una tensione che non viene scaricata nell’atto, ma al contrario è mantenuta viva dal rispetto di una certa distanza e impiegata per condurre lo spettatore, attraverso i suoi interventi pittorici e grafici su fotografie, utilizzando su tela questa volta, il gioco della trasparenza dei volti classici che si affacciano, si stagliano su cartelloni stradali rovinati, strappati, con scritte sovrapposte di manifesti vecchi e logorati, divenendo in tutt’uno opere, i suoi “ritratti” finemente elaborati, utilizzando e sperimentando diverse ricerche ,e come accade all’arte, che narra narrandosi, questi ci raccontano l’oggetto e la sua forma stilistica. Una tecnica inusuale ed intrigante che dimostra come la comunicazione artistica e visiva, possa essere adattata in modi creativi per raggiungere un pubblico diversificato.
Paola Alviano Glaviano. Affermata artista plastica Romana e diplomata nel 1980 presso il I Liceo Artistico di Via di Ripetta, successivamente, mentre frequenta la facoltà di Architettura e la Scuola Libera del Nudo, approfondisce l’interesse per il corpo umano, che avrà parte rilevante nella sua opera di pittrice. La ricerca costante di nuove tecniche si evolve velocemente, dal pennello passa alla spatola, dal colore al bianco e nero per poi tornare alla policromia e di nuovo al monocromatico con l’uso del bitume. Dalla tela alla Juta e successivamente al cartone, che rappresenta la sua fase attuale. Raccogliere cartoni destinati al macero, portarli nel proprio studio e dipingervi sopra, significa fissare la vita su ciò che sembra aver esaurito la sua prima funzione e che sarebbe destinato al macero o a un processo chimico di riciclo. In questo modo diventano testimonianza di una “esistenza” precedente che, attraverso il riutilizzo nel trasformarli in dipinti diventeranno eterni… come è eterna l’Arte in sé…
La mostra è esposta nella “Sala Lydia Biondi” (foyer) del Centro Culturale Artemia ed è visibile a partire da 1 ora prima e fino ad 1 ora dopo ogni evento programmato in rassegna
gratuito
Centro Culturale Artemia
Rassegna di teatro sperimentale con una mostra e un concerto acustico
La mostra è esposta nella “Sala Lydia Biondi” (foyer) del Centro Culturale Artemia ed è visibile a partire da 1 ora prima e fino ad 1 ora dopo ogni evento programmato in rassegna
gratuito
obbligatoria telefonando o inviando un SMS o WhatsApp al numero 3341598407. Numero massimo di prenotazioni: 50 persone a replica.
Centro Culturale Artemia
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